ETICA ED ESTETICA al Mast di Bologna
di Roberto Pacchioli
Fino al 19 novembre 2017

L'iconografia industriale secondo gli artisti maggiori della fotografia si presenta al terzo appuntamento. I luoghi sono tanti e sparsi per la città di Bologna.
Il titolo scelto è particolarmente interessante perché dà l'impressione che i curatori vogliano partire dai fondamentali, scrollandosi però di dosso, nel concreto delle loro scelte, l'equiparazione di estetica con bellezza e di etica con la bontà. Purtroppo in tanti casi, anche relativi ai commenti e alla presentazione di questa manifestazione, è stata ripetuta questa stucchevole banalità.
La fotografia, in questo caso ha avuto ad oggetto la vita concreta, quella dell'uomo che lavora, quella delle macchine che lo hanno riscattato dalla fatica e che hanno dato civiltà al sistema lavoro. "Civiltà delle macchine" è il titolo di una rivista culturale che ha accompagnato questo "progresso" umano negli ultimi decenni.
Tutto questo è "etica": è etica tutto quello che attiene e riguarda la condizione e le vicende degli uomini "gettati sulla terra".
La fotografia si rivela anche un potente strumento per la ricerca "estetica" in mano a coloro, tra gli uomini, che hanno quella "particolare sensibilità" che li fa riconoscere come "artisti".
Indagare nei luoghi di lavoro, nelle fabbriche o nei call center, indagare sui manufatti industriali, andare alla ricerca dei lavori, anche quelli più fantasiosi, anche quelli più faticosi, anche quelli più  degradanti e disumani, questa è "estetica".
Simbolica, al limite del  "descrittivo", la scultura (un grande arco di acciaio specchiante) che Isabella Seràgnoli, imprenditrice e sponsor della manifestazione ha scelto e commissionato ad Anish Kapoor. L' opera che è stata collocata davanti al Mast e ne diventa, appunto, riferimento e simbolo.