PELAGIE GBAGUIDI E I "FRAMMENTI" A DOCUMENTA 14
Anche Pelagie Gbaguidi, come altri artisti invitati a questa 14a edizione di Documenta, ha citato la poetica del frammento da cui l'arte è ripartita da zero alla fine del '900 con i maestri del concettuale. Citare il "frammento" però significa già iniziare la ricostruzione e da un diverso e nuovo grado di consapevolezza.
Daniel Knorr, ad esempio, ha mandato a raccogliere frammenti di spazzatura per le vie di Atene e li ha sublimati inserendoli "tout court" in una serie numerata e firmata di "libri" contenitori. L'operazione si è ancor più concretizzata con l'utilizzo del ricavato della vendita di detti "libri" per generare il "fil di fumo" dalla torretta del Museo Fridericiano di Kassel.
Pelagie Gbaguidi, artista "regina" senegalese, ha invece mandato degli studenti a raccogliere, a Kassel, dei frammenti di residui di demolizioni edilizie (ceramiche, piastrelle, vetri, pezzi di mattoni) e li ha sistemati (con un buon effetto straniante) in un contenitore rettangolare nella galleria vera e propria della "Neue Galerie" insieme alla medesima istallazione di banchi di scuola e festoni bianchi disegnati a pastello che ha presentato ad Atene al Conservatorio.
La ricostruzione per Pelagie Gbaguidi consiste nell'opera di decolonizzazione della sua Africa attraverso la scuola e la presa di coscienza da parte delle giovani generazioni.
Ricostruzione che necessariamente deve pargire dal grado zero e dunque dal frammento.
E dove tutto questo, se non a Documenta che nasce a Kassel, simbolo della ricostruzione dopo gli abomini distruttivi della guerra?