REGINA JOSÈ GALINDO
Una performance contro il mercato delle armi
(DOCUMENTA E ART BASEL: scontro continuo)

E' uno scontro continuo  è quello tra l'arte e il suo mercato. Art Basel è più rassicurante perché ci sono esposti, (per il mercato), gli artisti  "facili", quelli già entrati a far parte della storia dell'arte. Documenta è un'altra cosa, ci sono, come è stato detto non senza ironia, "frammenti sparsi per la città e lunghe didascalie che spiegano i percorsi ideativi".
Il mercato e "il mondo dell'arte" rassicurata non  possono darsi pace che si spenda un budget di 70 milioni di euro per "certe cose" da interpretare e da veder magari svilupparsi, avvilupparsi e crescere come ...poesia. Ne sa qualcosa, di questo continuo assalto di coloro che vorrebbero Documenta solo per il mercato, la curatrice della passata edizione, Carolyne Christov Bakargiev, che fu costretta a tagliare la sua relazione (troppo sognante), alla conferenza stampa, dal rumoreggiare e dai veri e propri insulti di questo tipo di "mondo dell'arte".
Forse anche  per questo il curatore di questa edizione ha annacquato il tutto dando tantissimo spazio ai suoi tanti collaboratori. Un curatore che ha dato, anche lui, molto spazio ad un modo di intendere l'arte come poesia "originaria", come esaltazione del "pensiero laterale", della riflessione fine a se stessa, o anche del pensiero militante e concreto, quasi da programma politico, tanto da prendersi anche del "comunista" da chi non gli ha perdonato neppure l'impostazione "more geografico" di Documenta 14. E di avere di conseguenza invitato solo determinati artisti.
Uno di questi artisti che proclama senza nascondersi le sue idee attraverso la poesia del proprio corpo usato metaforicamente come bersaglio è REGINA JOSE' GALINDO che nella performance dei giorni della presentazione alla stampa prima dell'apertura al pubblico, si è messa al centro di una stanza a farsi bersaglio di quattro fucili da guerra posti all'esterno, ai quattro angoli della stessa. Poi, nei giorni di apertura, il protagonista sarà lo spettatore al quale sono dedicate le istruzioni scritte  nel cartello di presentazione dell'opera ove è tra l'altro scritta l'alternativa che abbiamo tutti davanti:  YOU CAN CHOOSE TO BE THE OBJECTIVE OR THE OBSERVER.