ANCHE A KASSEL: DOCUMENTA 14 È MARTA MINUJIN
Marta Minujin e il suo modo di essere artista a tutto tondo, sia per la sua "carica" propriamente estetica sia per i suoi connessi e chiari riferimenti politici, si inserisce in Documenta 14 come portatrice di quell'impostazione "more geografico" che Adam Szymczyk ha voluto per la sua edizione.
La storia di questa artista, che date le premesse rientra a buon titolo nel vasto mondo del "concettuale", ha come punti di riferimento due mostri sacri della "profonda superficialità" nell'arte come Andy Warhol e Christo con i quali ha condiviso parte della sua formazione.
Una vita per l'arte, quella di Marta Minujin che, come per i due suoi compagni di strada appena citati, è fatta di concetti semplici costantemente aggiornati e rivisitati.
Due di questi, la supremazia e il valore dell'arte rispetto alle vicende economiche e politiche, e la libertà di espressione del pensiero attraverso tutti i mezzi della sua possibile diffusione, costituiscono il cardo e il decumano dell'arte oggi interpretata all'unisono da Marta Minujin e da Documenta 14 sia ad Atene che a Kassel.
Ad Atene Marta Minujin ha recuperato e aggiornato una performance nata sulla spinta e sulle emergenze drammatiche del default del debito pubblico dell'Argentina che molte assonanze ha con la situazione economica della Grecia di oggi. E allora ha collocato nell'atrio del Museo Nazionale di Arte Contemporanea un grande contenitore a forma rettangolare pieno di olive greche e, all'inaugurazione, ha organizzato una performance nella quale offriva, ad una controfigura della cancelliera tedesca Angela Merkel, olive in pagamento del debito pubblico greco.
Pure a Kassel l'intervento di Marta Minujin riprende un'idea già messa in atto contro la repressione della dittatura dei generali in Argentina e il tema è la libertà di espressione e più in generale la libertà culturale. Si tratta del "Partenone dei libri", un Partenone ricostruito su vasta scala sulla piazza davanti al Museo Fredericianum e ricoperto di più di centomila libri (nella precedente occasione erano stati 20.000). Particolare fondamentale: su quella stessa piazza, nel 1933, arse un rogo di libri "degenerati" secondo la criminale "politica" nazista che da li in poi permeo' di sé, sventuratamente, tutta la Germania (con solo rarissime eccezioni).
Se dunque Adam Szymczyk ha scelto Marta Minujin per dare il via alle due parti in cui è divisa (o meglio unita) Documenta 14, ciò significa che la sua arte ha in sé entrambe quelle valenze, estetica ed etica, che gli fanno ritenere l'arte onticamente "necessaria".
Estetica ed etica, gli unici motivi per cui ci si deve occupare di arte e soprattutto si deve continuare a "scandagliare", attraverso di essa, "il contemporaneo".