Documenta 14. "Il fil di fumo" di Daniel Knorr
di Roberto Pacchioli
Il fumo è il segno che qualcosa brucia. Può essere anche un segnale. Per gli "indiani" americani era una specie di telegrafo senza fili, per i cattolici è il modo di far sapere se il papa è stato eletto o no  in Conclave. Per Madama Butterfly era la speranza di amore e per Documenta 14  è la prima opera mostrata a Kassel e una bandiera che indica che la mostra è in corso, come la bandiera del re o della regina o del presidente nei palazzi reali o presidenziali.
Infatti emette fumo la "torretta" del Fridericianum e quel fumo è opera di Daniel Knorr. Ma c'è il collegamento con Atene.
Ad Atene infatti Knorr ha raccolto tanti ma tanti oggetti-spazzatura di tutti i tipi per le starde, li ha accumulati in uno cortile interno del Conservatorio tanto di farne una montagnetta. Questi oggetti, opportunamente pressati (con una pressa rossa) finiscono nelle pagine di un libro (che ha  una tiratura di 1.100 copie, firmate e numerate) come una volta si faceva con le  viole del pensiero o con le stelle alpine, solo che invece in questo caso sono pezzi di vecchie pellicole fotografiche, lattine,  giornali vecchi ecc. Una operazione di archeologia contemporanea e di conservazione dello stravissuto ad Atene  nel periodo della mostra.
Il ricavato della vendita di questi "libri" servirà a pagare il sistema di emissione del fumo a Kassel.
Azione di riciclo ambientalistico completo e opera di arte concettuale sfrenatamente...  "circolare".