Tancredi, un poeta
di Roberto Pacchioli
Alla Peggy Guggenheim Collection, a Venezia fino al 31 marzo 2017,
"La mia arma contro l'atomica è un filo d'erba. una retrospettiva"

È questo il titolo della mostra. Il luogo in cui si tiene è stato per qualche tempo la casa di Tancredi (Parmeggiani), dove ha vissuto con la sua "amante", mecenate, collezionista, Peggy Guggenenheim. Tancredi è stato uno di quegli artisti per i quali il rapporto tra arte e vita  è totalizzante e che infatti come tanti suoi predecessori nella storia dell'arte lo ha consumato definitivamente alla fatidica età di 37 anni. Del resto erano anche   anni intensi, quelli del dopoguerra; quelli di Fontana deciso a cercare il "vero" nell'oltre, nel dopo la tela; di Burri che  cercava la "verità" negli elementi residuali e di scarto, anch'essi consunti; degli "americani" della stagione pop e spirituale - Rauschemberg, Rothko, Warhol, Pollock - che andavano dall'infinito immateriale alla più "vera"  cosalità quotidiana.
Tancredi si è nutrito di quest'aria che lo circondava e avvolgeva; con la sua ingenuità di artista totale munito solo di quella  "sprovvedutezza infantile" indispensabile per vivere d'arte.
La mostra  coglie a pieno l'aspetto naturalistico di questo suo modo di vivere con l'arte e  per l'arte che costituisce il sostrato, privo di strutture, di un poeta che si esprimeva con trasparenze, stratificazioni e ripetizioni di segni e di colori, a tradurre  e fissare la purezza estetica nella quale  era immerso.

Sito della mostra: www.guggenheim-venice.it