LE ICONE DELL’ARTE MODERNA, a Parigi, alla Fondazione Vuitton, dal 22 ottobre al 20 febbraio 2017
Suzanne Pagé, curatrice dal 2014 della Fondazione Vuitton la cui sede è in quella vera e propria opera d’arte che è l’edificio di Frank Gehry, corona il sogno di vedere ricostituita la collezione di Sergei Shchukin un industriale russo di stoffe, invaghitosi dell’arte impressionista. Acquistò in serie le opere di artisti da Van Gogh a Gauguin, da Monet a Matisse.
La collezione fu raccolta nel suo palazzo moscovita, che fu anche aperto al pubblico, fin quando la stessa, con la sua carica troppo innovativa, ebbe a “scontrarsi” con l’apparato stalinista che riteneva che l’unica arte da esporre fosse quella del cosidetto realismo sovietico. Shchukin riuscì, da Parigi dove si era trasferito, a giungere ad un compromesso: salvò le opere a patto di rinchiuderle tutte nei sotterranei. Altro prezzo da pagare fu anche una parziale dispersione dei capolavori che aveva raccolto in diversi rivoli e collocazioni.
Suzanne Pagé è riuscita a radunare la gran parte di questa collezione sterminata in una mostra che pur avendo nel titolo le parole “arte moderna” è un inno alla contemporaneità perché, sono sue parole, “tutta l’arte è contemporanea”.
Opera nell’opera la installazione di Daniel Buren che ha reinterpretato le vele dell’opera di Gehry coprendole di pannelli trasparenti colorati, ciascuna un colore diverso, azzurro, giallo, verde, arancione, rosso...

Icons of Modern Art. The Shchukin Collection
22 ottobre 2016 - 20 febbraio 2017
Fondation Louis Vuitton, Paris
www.fondationlouisvuitton.fr