La questione della bellezza
È il titolo di un saggio di Gianluca Garelli che ripercorre dagli inizi ai nostri giorni tutto il dibattito filosofico su che cosa sia "la bellezza" e sul perché l'uomo la coltiva e la rincorre.
È un fatto strettamente privato e personale, come sostenne Saffo o invece è un fatto oggettivo tanto che si possono stabilire dei canoni come si iniziò a pensare nel '700? Oppure la bellezza è un falso obiettivo perché quello che c'è sotto è molto ma molto di più.
La interpretazione interpretazionequestione attiene al motivo per cui il tema della bellezza è così importante da aver fatto addirittura nascere una branca della filosofia quale è l'estetica.
Una risposta ce la possono sia l'ontologia sia comunque la scienza che studia le cause prime delle cose e la loro essenza.
Un filosofo spagnolo del secolo scorso, Ortega y Gasset ha riflettuto sia sulle cause prime sia sul loro prodotto che chiamiamo realtà. È giunto alla conclusione che l'uomo può solamente proporre delle ipotesi sulle "cose" e fare delle verifiche per vedere se la sua interpretazione di esse è corretta. La realtà dunque è qualcosa di "inventato" prima e verificato poi in relazione all'invenzione stessa. "Occorre avere il coraggio di accostare la scienza alla poesia più di quanto finora non abbiamo osato" ha sostenuto Ortega nel suo saggio "Aurora della ragione storica".
Appare quasi ovvio a questo punto che su queste basi  si debba far fare all' estetica un gran balzo in avanti nella gerarchia delle discipline filosofiche fino al rango di filosofia prima come peraltro il suo "inventore" Baumgarten l' aveva intesa.
E si chiarisce in questo modo il motivo per cui tutta l'arte ha  tanta parte nella "questione della bellezza": perché è "poesia" alla ricerca della realtà.