I Paesaggi
di Roberto Pacchioli
Il 6 novembre 2015 si è tenuto il secondo incontro del progetto di ricerca “Paesaggi  in movimento” organizzato dalla Fondazione La Raia di Novi Ligure. Sono intervenuti  Gilles Clèment  e alcuni componenti  dell’associazione COLOCO come relatori,  e, tra gli altri,  l’artista Remo Salvadori, nella discussione successiva.

I temi trattati sono stati la definizione di paesaggio, il suo rapporto con l’ambiente,  la società, la politica e infine con l’arte.
Tutti i relatori, che si definiscono prima di tutto “giardinieri”, partecipano ad un vasto e articolato programma  di studio sul territorio della Tenuta agricola La Raia,  che include anche interventi concreti.
Inevitabilmente  è emerso anche il  tema del rapporto tra il  “paesaggio” e  l’etica.

Può sembrare un  paradosso, (e non lo è), ma  l’accento sulle questioni etiche è stato posto proprio dall’artista Remo Salvadori che ha tenuto a fare le debite distinzioni tra lo sguardo cosiddetto “estetico” , quello  che in genere  si riferisce  alla “bellezza” del paesaggio, e quello che analizza la sua essenza etica che  è analoga a quella dell’opera d’arte.
Il paesaggio, come l’opera d’arte, non viene certo creato  per fini   “estetici”, ma di fatto si autogenera, quasi sempre a prescindere dalle intenzioni, a seconda delle  necessità, anche di conoscenza,  dell’uomo (o, nel caso dell’opera d’arte, dell’artista). Queste necessità  sono quelle archetipe, primarie e basilari,  legate   semplicemente alla sua esistenza  e relativo bisogno di conoscenza, che l’uomo soddisfa intervenendo sulla terra, come sempre ha fatto,  con il proprio lavoro; intervento che è talmente  duro e complesso, da rendere indispensabile il ricorso a quelle che poi sono divenute le aggregazioni sociali. “Paesaggio” infatti non è solo quello “bucolico” ma anche  quello  delle città.

La riflessione sulla “bellezza”  dei vari e diversi  paesaggi   è pertanto  altra, secondaria  e ben distinta questione.
Appare allora particolarmente calzante,  il titolo del progetto della Fondazione La Raia,  vista l’esistenza di una pluralità di “paesaggi “, che sono tutti  in continuo, fisiologico “movimento“.