Intervista rubata a Il Prufesur
di Elisa Bollazzi/Microcollection
all’improvviso mi rimpicciolisco e mi accomodo tra due grandi artisti a sinistra il Prufesur a destra un suo devoto sostenitore dietro davanti e tutt’intorno mezzo mondo dell’arte e io lì piccolissima

con due immense orecchie spalancate a origliare in incognito

mi accingo a prendere appunti di nascosto quando la tavolata si anima tutta e nell’aria balzellano parole note tre margherite due marinare una pugliese interrotte dalla voce squillante del Prufesur una pugliese anche per me non voglio più la marinara non so mai scegliere io copio al cospetto di un pubblico incredulo, indeciso lui un artista così preciso e determinato è inverosimile, si riprende a conversare riguardo le ore appena trascorse in galleria sto per annotare un nome che ricorre più volte quando una domanda sopraggiunge dal nulla attenzione per cortesia cosa volete da bere signore e signori? perdiana qualsiasi cosa va bene in simili frangenti smettetela di interromperci e lasciateci rivivere la performance da poco terminata una tale meraviglia siamo ancora tutti senza fiato un pezzo minuscolo di cervello pensa al cibo con indifferenza mentre tutto il resto è rimasto là

al buio

tra le voci registrate incollato ai video in adorazione di quel letto ma come un letto in uno spazio espositivo esclamava sorpreso il pubblico starà veramente dormendo si chiedevano i più mentre l’artista dormiva serafico un sonno rigeneratore per poter affrontare la serata in pizzeria luogo a lui repellente peraltro dove si possono commettere omicidi avrebbe dichiarato da lì a poco come avrebbe potuto parlare d’arte se fosse rimasto lì ore e ore in piedi tra la folla a rispondere a mille domande sempre le stesse che necessitano risposte sempre uguali con la paura costante di dimenticare un dettaglio rilevante su cui aveva speso giorni interi un riferimento preciso un’amnesia

da dove vieni tu? chiede così all’improvviso il suo devoto sostenitore alla mia destra

da Crema risponde il Prufesur da lì giunto a Varese per l’appunto per dormire beato e sognare con sua grande sorpresa la collega di storia dell’arte e una lunga passeggiata su un mare di libri confida ai commensali alla sua sinistra e rapida corre la notizia da una bocca all’altra le teste si allungano i colli si attorcigliano ormai ne sono al corrente tutti lo guardano con stima lui diventa il nostro eroe il viaggio il traffico le code il guasto la camminata sui libri era sfinito certo e si è addormentato profondamente nonostante il fracasso dell’attento pubblico presente e del folto pubblico assente ammaliato da una produzione artistica iniziata nel lontano 2009 dapprima come materiale fotografico e successivamente come video decine di video centinaia uno più affascinante dell’altro

dove insegni? chiedono all’unisono alcuni commensali

insegno materie di indirizzo in un istituto d’arte a Crema ed esprimo la mia creatività nell’insegnamento grande fonte di ispirazione intuisco delle parole due aggettivi sicuramente ha aggiunto dell’altro ma in quel preciso istante una pizza lanciata davanti a me mi ha distratta proprio ora volto il capo invano stanno già parlando d’altro

chi sono quelle due persone alla tua sinistra? chiede sempre più interessato il suo devoto sostenitore rivolgendo lo sguardo a due care persone di mezza età

sono i miei genitori risponde orgoglioso il Prufesur ah penso io sono i suoi veri genitori dunque di una performance in famiglia trattasi le solite sfuriate di mamma e papà per buttar giù dal letto un figlio pigrone che non vuole andare a scuola su sveglia è tardi su dai pelandrone gli urlano addosso quante risate che sorpresa e il Prufesur riluttante ma ubbidiente balza giù dal letto un pigiama azzurro pastello addosso corre in bagno e si veste per la cena tra gli applausi del pubblico sincero ritorniamo alla tavolata il suo devoto sostenitore alla mia destra è sempre più indiscreto parla tra sé e borbotta frasi incomprensibili finché chiede così senza ritegno e a bruciapelo dettagli sulla vita privata del Prufesur che imbarazzo io lì nel mezzo testimone involontaria di tanta indelicatezza

sei fidanzato sposato o single?

sorpreso da tale indiscrezione tentenna esita e infine indica orgoglioso una bella giovane donna seduta a capotavola la sua dolce innamorata una filosofa che ahimè vive lontano ci confida tristemente mi addoloro immagino la loro sofferenza la distanza che divide questo amore evidente lei vive a Barbarano del Capo ripete Barbarano del Capo ma ci coglie tutti impreparati e gentile come solo lui sa essere ci toglie subito dall’imbarazzo sì giù in fondo alla Puglia lei è l’unica donna giovane in un paese di vecchi per l’emozione una lacrima turgida cola dal mio occhio sinistro il più empatico si sono incontrati si amano è evidente la lontananza quanta sofferenza lei è pugliese lui emiliano le donne al nostro tavolo hanno gli occhi lucidi la guardiamo tutti comprensivi senza che lei ne afferri il motivo quando dal nulla il grande artista alla mia destra interrompendo l’atmosfera romantica che aveva toccato ogni cuore domanda di getto

come ti chiami e dove hai vissuto?

Federico Pagliarini detto il Prufesur e poi sintetizza stringato quasi fosse un bigino uno schema di studio un appunto da ampliare in un secondo tempo durante un’interrogazione

infanzia a Parma, cinque anni a Milano, Cremona e infine a Crema, una vita riassunta in poche righe cerchiamo di immaginarci una biografia completa ma subito il suo devoto sostenitore alla mia destra incalza

la Volvo grigia che compare nei tuoi video è tua?

a questo punto il Prufesur si anima ancor di più e svela due suoi grandi desideri il primo avere un autista in quanto adora viaggiare in macchina e lavorarci dentro dove le idee gli sorgono più vere ma detesta guidare gli viene l’ansia si sente insicuro e la Volvo grigia è sua sì è una scelta precisa perché gli dà sicurezza il secondo desiderio invece è avere una cuoca ha provato a chiederlo alla sua vicina che profumini arrivano dalla sua casa proprio così disse portando la mano destra alle narici e reclinando il capo all’indietro l’ho notato bene ma si è rifiutata il Prufesur è un fiume in piena non riesco a stare al passo con le sue dichiarazioni spero di riuscire a ricordare tutto, ora qualcuno gli domanda

cosa pensano i tuoi colleghi di te?

tanti colleghi lo aiutano in particolare il professore di religione ma forse ho capito male mentre la bidella è attivissima è lei che spingeva un montacarichi nel video ‘Corpo docente’ la frase sei tornata che è poco mi distrae che strana espressione la useranno a Crema mi sono persa qualcosa di interessante alla mia sinistra ridono tutti di gusto mi sintonizzo nuovamente lancio un orecchio sempre il sinistro in avanscoperta origlio con indifferenza l’orecchio si allunga all’inverosimile sento la parola dottore e fortunatamente il suo devoto sostenitore spiazzato quanto me viene in mio inconsapevole soccorso chiedendo al Prufesur

dormivi veramente durante la performance?

avevo bisogno di un sonnifero per la mia performance vado dal mio medico e gli chiedo dottore devo fare una performance e il dottore sorpreso spunta da dietro il suo portatile e strabuzza gli occhi sì devo fare una performance in cui dormo ma non voglio nulla di chimico, proprio così disse il Prufesur, allora il dottore propone la valeriana al che il Prufesur risponde mi dia qualcosa di chimico allora e così fu

il Prufesur divora la sua pizza pugliese il boccettino di sonnifero davanti al piatto e sorride sereno è soddisfatto della serata e noi pure

ci congediamo salutiamo ci facciamo promesse ci rivedremo creeremo altre occasioni altrettanto belle anche di più perché questo è il mondo dell’arte mangiare una pizza che sia e bere un bicchiere qualunque insieme senza nemmeno accorgersene tanto si è tutti così presi in mille argomentazioni


Intervista rubata a Il Prufesur
di Elisa Bollazzi/Microcollection

Il Prufesur a cura di Maurizio Guerri e Rossella Moratto
11 ottobre – 29 novembre 2015
tutti i giorni su appuntamento al 335 8051151
Via S. Pedrino 4, Varese