NO PLACE Un giorno prima del contemporaneo
di Elisa Bollazzi/Microcollection
entro guardinga con passo felpato allungo le braccia apro le mani a raggiera e procedo a tastoni

nel buio

un passo, un altro, ancora uno finché gli occhi si abituano gradatamente all’oscurità le pupille dilatate le orecchie allertate la bocca leggermente socchiusa pronta a formulare una parola o chissà una frase in cerca d’aiuto quando d’un tratto il cuore balzella vigoroso per lo stupore le labbra sorridono gli occhi lampeggiano le orecchie gioiscono le braccia si abbassano e mi abbracciano per la gioia smisurata che mi pervade tutta, un’immersione nella magia della creazione, la vita per l’arte

mi sento leggera

procedo curiosa tra una postazione e l’altra il mio corpo non sta più nella pelle saltella qua e là tra la folla immensa piroetta tra artisti curatori bambini avvocati mogli mariti sorelle volti noti e meno noti entrambi gli occhi vibrano scalpitando nelle orbite pronti all’assalto le orecchie si fanno immense si dilatano all’infinito fino a percepire anche il più piccolo suono l’occhio destro viene attratto da una visione e mi cade a terra su un cuore illuminato lo strattono per rimetterlo al proprio posto ma non ne vuole sapere è lì in adorazione a scrutare tra le fessure del codice a barre e lì lo lascio incustodito prego affinché si comporti bene ormai è grande e responsabile del proprio destino devo farmene una ragione proseguo verso destra ma l’altro occhio mi strattona a sinistra sedotto da piccole luci che brillano su una giacca e si muovono camminano scappano fino a rinchiudersi in una stanzetta laggiù che delusione intravedo una lacrima fuoriuscire dal mio occhio amareggiato l’atmosfera informale e rilassata lo consola, tutti apprezzano ogni opera luminosa che luccica nelle tenebre interne ed esterne qualche lumino ad evitare cadute o ingorghi tra la folla i video le proiezioni il pubblico presente e perfino quello assente si scambia i tablet i cellulari i portatili e ammirano le produzioni luminose di artisti giovani e meno giovani come fossero stelle nella notte l’occhio rimasto cerca i nomi dei partecipanti li cerca ovunque ma non li trova le orecchie gli danno man forte origliando per captare qualche informazione utile ma percepiscono soltanto commenti
esaltanti nessun nome una leggerezza diffusa una miscela di creazioni che illuminano i cuori dei presenti e perfino degli assenti che in lontananza vengono contagiati dalla magia in corso faccio il punto della situazione un occhio lo do per perso l’altro è a caccia di informazioni chissà dove le orecchie partite in missione mi rimangono il naso e la bocca eterni alleati i profumi d’oriente, cannella e cardamomo, anice e curcuma, il naso si risveglia e la bocca gli dà retta si fida sempre di lui così, mano nella mano, si avvicinano al punto ristoro e festeggiano felici in gioiosa compagnia

complimenti a tutti
sentenzia al cospetto del pubblico
la mia voce riconoscente

Recensione di Elisa Bollazzi/Microcollection
N 45.57042°
E 9.30317°
NO PLACE
Un giorno prima del contemporaneo
Venerdì 9 ottobre 2015 dalle ore 20.00