MICROCOLLECTION / Elisa Bollazzi
di Valentina Colella
Il Museo Microcollection nasce nel 1990 quando la sua Direttrice Elisa Bollazzi, in visita al Padiglione Inglese della Biennale di Venezia, quasi per caso, raccoglie frammenti di una stupenda opera di Anish Kapoor, finiti casualmente sul pavimento.
Queste microparticelle, dimenticate dai più, hanno rappresentato una svolta, un’illuminazione  e l'inizio di un nuovo modo di muoversi nei circuiti dell'arte, alla ricerca di nuove microacquisizioni che sarebbero andate diversamente distrutte. Microcollection conta ormai centinaia di frammenti di opere d'arte che, montati su comuni vetrini da laboratorio, sono visibili al microscopio durante Cabinets de regard itineranti in Italia e all’estero.
Nel 2008 Elisa Bollazzi attiva le cosiddette Semine d’arte, seminando in aree verdi preziosi frammenti di opere della collezione i cui titoli ne mostrano il criterio di selezione adottato:  L’albero di 3 metri di Penone, Angurie di  Gilardi, etc. 
Le semine d’arte avviano una dinamica di restituzione fisica dei frammenti raccolti negli anni in una chiara simbologia di prelievo e dono, focalizzando l’aspetto di un’attesa benefica che stimola la creatività nella contemplazione di un’area verde di opere d’arte in divenire.


Le acquisizioni, le donazioni, come vengono utilizzate una volta entrate nella Collezione?
Archiviati e montati su comuni vetrini da laboratorio, i frammenti sono visibili a microscopio, durante Cabinets de Regard itineranti, durante i quali gli spettatori possono vedere l’invisibile e assaporare la vera essenza dell’arte. Dal 1990 sono state esposte le principali tendenze della storia dell’arte contemporanea durante speciali Cabinets de regard in Italia e all’estero: Esperienze Concettuali, L’Arte Italiana del secondo ‘900, Anish Kapoor, Lucio Fontana, MicroItalics, etc.
Il frammento rappresenta la parte per il tutto, il nucleo centrale di Microcollection e racchiude in sé la vera essenza e la mitologia dell’arte. L’occhio attento del fruitore si accosta al microscopio con riverenza e stupore in un atto pressoché sacrale.

Un modo leggero per veicolare l’arte, farla viaggiare, e?
Certamente e anche un modo per aiutare il pubblico a percepire l’invisibile, l’immateriale e a raggiungere la consapevolezza  della libertà creativa, non solo attraverso la diretta visione dei frammenti della collezione, ma anche tramite il racconto, la memoria e la suggestione che questi stimolano nell’immaginario collettivo.

Meno 11, comincio a scrivere. Artisti e movimenti artistici della collezione? Hai 10 secondi.
Fluxus, Pop Art, Minimal Art, Conceptual Art, Arte Povera, Burri, Fontana, Gilardi, Mondino, Penone, Paolini, Beuys, Buren, Tony Cragg, Richard Long, etc. Microcollection costituisce un patrimonio di grande valore artistico-culturale.

Mostre? Partecipazione ad eventi? I tuoi frammenti come interagiscono con lo spazio espositivo?
Con molta immodestia devo dire che la presenza del microscopio in ambito artistico conferisce sacralità e meraviglia mentre le Semine d’arte regalano gioia e speranza.

Ti va di parlare delle Semine? Come? Quando? Cosa?
Nel 2008 ho dato vita alle cosiddette Semine d’arte in parchi, vasi, aiuole, urban gardens in tutto il mondo, attivando una dinamica di restituzione fisica dei frammenti prelevati negli anni in una simbologia di prelievo e dono. I titoli delle opere di cui semino piccole particelle mostrano il criterio di selezione: L’albero di 3 metri di Giuseppe Penone, Angurie di Piero Gilardi, etc. Il pubblico attende paziente la crescita di queste opere d’arte in divenire e la contemplazione genera così uno spazio sociale, un luogo d’incontro, di confronto e discussione nel tempo dell’attesa come spazio del pensiero e di ricerca, un’attesa benefica che stimola la creatività. Nel 2011 nascono le Semine d’arte su commissione realizzate da sostenitori e affezionati collaboratori di Microcollection nel mondo intero. Ad oggi sono state effettuate decine di Semine d’arte, le più emblematiche, Les jeunes pousse d’Italie al Centre des livres d’artiste, CDLA a Saint-Yrieix-la-Perche in Francia nel 2013, Vivaio d’arte a Cuneo nella manifestazione internazionale ZOOart nel 2014 e Petit Swiss nel Dipartimento d’arte creato dall’artista Ildikó Séra nell’Urban garden Merkurgarten di Zurigo, tutte in collaborazione con l’artista parigino Hubert Renard che ha scritto dei curiosi testi botanico-critici di ogni artista per così dire “seminato”. Sono state esperienze molto toccanti con un impatto emotivo su di me e sul pubblico molto intenso.

Se Elisa dovesse andare su un’isola, 5 frammenti che porterebbe?
In realtà li conservo tutti nella mia mente, ognuno con la propria storia: il frammento regalato da un noto e ambizioso collezionista, il frammento abbandonato trovato in una galleria newyorkese e così via. Ogni micro-particella della collezione rappresenta un pezzo della mia vita, una mappatura personale che si arricchisce e mi arricchisce ogni giorno. Tornando alla domanda, porterei sicuramente con me il primo frammento della collezione, il pulviscolo di un’opera significativa di Anish Kapoor di cui il ricordo è ancora così vivo in me nonostante fosse il 1990, guardavo quel frammento tra le dita e ne sentivo il valore intrinseco, una magia indimenticabile. Il secondo senz'altro di un’opera di Joseph Beuys, di cui possiedo più di un esemplare, un grande onore. Il terzo un piccolo pezzo di un lavoro accattivante del giovane artista Jounes Baba-Ali per lo stupore che mi ha regalato quel giorno in una fiera italiana. Da allora lo seguo ovunque. Gli ultimi due i miei affezionati artisti storici italiani che ho seminato ovunque ormai nel mondo intero: Piero Gilardi e Giuseppe Penone.

Che cosa è l’arte?
Lascio la parola a Giulio Paolini: “E poi, l’arte in fondo non parla, meno che mai della contemporaneità: la sua capacità di farsi ascoltare corrisponde proprio al silenzio che riusciamo a percepire nonostante il clamore che ci aggredisce ogni giorno.”

Che cosa pensi del sistema dell’arte?
Preferisco stare al di fuori dei sistemi in generale quindi anche da quello dell’arte. Solo al di fuori l’arte può essere veramente autentica. Microcollection propone un’arte mentale che mette in discussione, direttamente o indirettamente, il senso stesso dell’arte e del fare arte. 

Pensiero, aforisma, citazione?
“Gli artisti non creano oggetti. Gli artisti creano mitologie” (Anish Kapoor)