Materia, Novi Ligure
di Giancarlo Norese
Massimo Palazzi ha invitato cinque protagonisti della scena artistica italiana a confrontarsi con gli spazi del centro storico cittadino di Novi Ligure per costruire un percorso espositivo fondato sull’interazione delle opere e degli edifici e la relazione tra testimonianza storica e attualità.

Il tessuto urbano, come la crosta terrestre in una prospettiva più ampia, concretizza la sedimentazione del tempo e della memoria e ne restituisce la testimonianza nella materia di cui è fatto il presente. È proprio attorno all’unità di permanenza e continua trasformazione propria della natura minerale della materia, nucleo fondante della mostra, che gravitano le opere di Andrea Botto, Sara Enrico, Giancarlo Norese, Elisa Strinna e Luca Vitone.

A dispetto di ogni retorica della smaterializzazione, il titolo della mostra intende appunto evidenziare l’irrinunciabile consistenza fisica del mondo: la materia è, infatti, madre e matrice, origine di processi metamorfici e creativi, oggetto, mai del tutto passivo, dell’azione degli elementi, dell’uomo e, ovviamente, dell’artista. A tali trasformazioni, che coinvolgono il regno naturale organico e inorganico determinando il cambiamento del paesaggio, Materia intende aggiungersi senza negare l’inevitabile dispersione di energia in esse implicata con l'ambizione di diventare un'ulteriore stratificazione urbanistica, paradossalmente immateriale.
Nel corso dell’inaugurazione, il curatore presenterà la mostra e illustrerà le opere dei singoli artisti. Il percorso terminerà con l’esecuzione dal vivo della composizione per quartetto di clarinetti che costituisce il lavoro di Elisa Strinna.
In concomitanza con l'inaugurazione della mostra apre a Novi Ligure, per iniziativa di Giancarlo Norese, un nuovo spazio per l'arte contemporanea: Kn (kunsthalle novi). Terminata la mostra, sarà disponibile un catalogo, pubblicato in 200 copie e concepito come un’edizione di pregio per documentare il progetto e fornire un approfondimento critico sul lavoro degli artisti nel contesto della manifestazione.

Inaugurazione sabato 10 ottobre, ore 17, presso la sede municipale di via Giacometti 22, Novi Ligure.

Le opere e i luoghi

Andrea Botto, KA-BOOM #40, Didcot, 2014, stampa fotografica.
Salone del Municipio, Via Giacometti 22; orario: dalle 10-12 e dalle 17 alle 19,30.
Alcuni urbanisti hanno definito il fotografo un sismografo, attivo in prima linea per cogliere ogni minima vibrazione o cambiamento che accade davanti ai propri occhi. Andrea Botto preferisce definirsi una specie geoarcheologo che lavora per carotaggi, campionature di paesaggio e stratigrafie temporali. Il suo work in progress KA-BOOM sfida l’impossibilità di fermare in un singolo scatto grande formato gli effetti dell’uso di cariche esplosive in ambiti civili, dalla demolizione, alla bonifica ambientale, fino alla pirotecnica. In occasione di Materia, l’artista presenterà una stampa di grandi dimensioni inedita che documenta la demolizione delle torri della centrale geotermoelettrica di Didcot in Gran Bretagna.

Sara Enrico, Undisclosed Recipients, 2015, installazione.
Palazzo della Dogana (Palazzo Brignole), atrio e scala, Via Roma 68; orario: dalle 10-12 e dalle 17 alle 19.30.
Specializzata in restauro dei dipinti antichi all’Istituto Spinelli di Firenze, Sara Enrico conduce la sua ricerca sulla pittura saggiandone le possibilità plastiche attraverso una rinnovata consapevolezza dei materiali e degli strumenti codificati dalla storia dell’arte. I suoi interventi si sviluppano nello spazio generando un ricco spettro di varianti, alterazioni, traduzioni che interagiscono con l’ambiente
circostante e lo integrano nel lavoro anche attraverso l’uso di tecnologie di scansione e stampa digitali. L’opera pensata da Sara Enrico appositamente per Palazzo Dogana (Brignole) è incentrata sul potere evocativo degli spazi architettonici dell’atrio e della scala dell’edificio. Attraverso la collocazione di alcuni oggetti di ingombro e impatto visivo minimo, l’artista intende attivare quegli spazi
di transizione sottolineando la stratificazione storica e la tessitura materica del luogo e suggerendo al visitatore possibili narrazioni.