kunsthalle novi
di Giancarlo Norese
Un museo vuoto.
Un museo pieno di opere che possono essere rubate.
Un museo precario come un masso erratico, che sta dove non dovrebbe stare, o sta al suo posto senza un perché.
Un contrario di un non luogo, senza tuttavia essere un monumento.
Un museo della fragilità, del caos, dell’emergenza, delle contraddizioni, della precarietà, della natura umana o delle macerie.
Un museo dedicato a piccole azioni leggere che servono a ricordarci chi siamo, o cosa potremmo diventare.
Un luogo centrale e marginale allo stesso tempo.

kunsthalle novi è un “museo” ispirato alla grande tradizione novecentesca dei “musei in scatola” o dei musei portatili, di derivazione duchampiana. È, per essere più precisi, un “artist-run space” nato per iniziativa di artisti locali, attualmente collocato in una piccola nicchia all’esterno del Palazzo Comunale di Novi Ligure, ma che potrebbe essere rilocalizzato altrove nella città, in futuro. Dispone di una sua “insegna” fissa.

Scriveva Marc Augé, con parole ancora molto vive:

L’architettura contemporanea non punta all'eternità, ma al presente: un presente, tuttavia, insuperabile. Non anela all’eternità di un sogno di pietra, ma a un presente indefinitamente sostituibile…

Ci piace considerare kunsthalle novi (il cui acronimo riecheggia un testo fondamentale dell’astrattismo italiano, Kn di Carlo Belli) come fautore di una auspicabile pratica partecipativa, vicina alle teorie contemporanee dell’architettura e del paesaggio (il Terzo Paesaggio di Gilles Clément), dove lo spaesamento, la processualità, l'errore, le regole d'armonia dettate dal caso prendono senso e affetti profondi.

http://kunsthallenovi.tumblr.com