CARMELO CAPPELLO. Gli anni sessanta
I lavori degli anni ’60 di Carmelo Cappello sono caratterizzati da un intimo rapporto con la luce, segnato dalla scelta di materiali splendenti e da forme certe in rapida evoluzione. Le sculture non solo raccolgono la luce ma la guidano in volute splendenti e dinamiche.
Dalle forme primarie degli ultimi anni cinquanta si decanta il senso del muoversi naturale dello sguardo e l’improvviso rivelarsi di un’immagine netta e carica di energia.
A questa intuizione Cappello affida la sua ricerca di una leggerezza improvvisa e sorprendente che si concreta sempre in un’opera che vive  nell’armonia di un equilibrio quasi musicale.
Dall’acciaio lucidato dell’“involuzione del cerchio” all’ottone brillante di “Direzioni spaziali di volume” al nero assoluto di “Ritmi di volume” l’artista esplora uno spazio armonico ed assoluto ed esprime in modo ermetico la sua poesia.
Nel suo lungo percorso di ricerca, sempre caratterizzato  da un naturale dono di sintesi, questi anni sessanta, che fanno seguito ai successi italiani degli anni cinquanta, (sala personale alla XXIX Biennale di Venezia 1958), gli aprono le porte delle manifestazioni internazionali fra cui Documenta II a Kassel, V Biennale di scultura a Middelheim, Anversa e successive, Biennale di san Paulo del Brasile, etc.


da giovedi 11 giugno, ore 18.30
galleria Spaziotemporaneo
via solferino 56, Milano