Forme e sostanza nella contemporaneità
di Roberto Pacchioli
Al Castello di Fombio, dall’11 aprile al 3 maggio 2015
> Le opere esposte

Questa mostra d’arte inaugura concretamente la rinata vocazione del Castello di Fombio a mettersi in relazione  con il mondo che lo circonda  nel momento in cui sono avviati importanti lavori di restauro. L’intento è quello di  vestire le sue “stanze” di “contemporaneità”.
Contemporaneo  è ciò che avviene nel momento in cui viviamo l’istante e “abitiamo (poeticamente) il mondo” con  le nostre conoscenze e la nostra sensibilità. Nell’istante dunque si fondono estetica ed etica.
Poiché gli artisti sono meno distratti  dai fatti correnti della vita quotidiana, ciascuno secondo il proprio stile e la propria poetica, è  dedito a percepire e “fissare” l’istante  lasciando “residui” e tracce di questa  incessante attività che sono poi le  “opere”.
Il loro  “lavoro” è dunque volto a fermare, o quantomeno a rallentare il tempo, per coglierne il senso. In questo modo gli artisti con il loro “fare” ci aiutano a capire la  nostra collocazione etica nel nebuloso  presente. E lo fanno ovviamente da rabdomanti e anticipatori di quello che l’istante diverrà successivamente nella comune accezione.
Da qualche tempo tale aspetto della ragione e della “necessità” dell’arte viene sempre più sottolineato. E' avvenuto nell’ultima edizione di “Documenta” curata da Carolyn Christov Bakargiev, e sta avvenendo nella imminente Biennale di Venezia il cui curatore  ha posto a base della stessa un testo prima di tutto letterario come “Il Capitale” di Carlo Marx “opera” che per Okwui Enwezor “ha anticipato il dramma della contemporaneità”
Questa mostra al Castello di Fombio ha dunque  l’unico intento, (che è lo stesso della rivista on line www.artestetica.org, che la organizza e alla quale gli stessi artisti partecipanti in vario modo collaborano), di presentare “forme e sostanza nella contemporaneità”, che poi è il sottotitolo programmatico della rivista. Lo fa attraverso le opere degli  artisti “Amici di Artestetica” (Maurizio Arcangeli,Guglielmo Aschieri, Renata Boero, Clara Bonfiglio, Umberto Cavenago, Lorenzo Mangili, Paolo Sandano, Turi Simeti, Fausta Squatriti, Maria Chiara Zarabini e Alessandro Zenone) che ci “mostrano”, in simbiosi con la sua attuale monumentalità e la sua storia secolare, ciò che residua dalla loro indagine estetica ed etica sull’istante del tempo presente rapportata ad alcuni istanti di passate contemporaneità.
A noi  riconoscerli confrontandoli con le  nostre singole esperienze e la nostra sensibilità.