Verso l’Arte 2.0
di Ilaria Caldirola
Le ricerche artistiche degli ultimi cinquant’anni ci hanno abituato ormai all’idea che un’opera d’arte possa essere totalmente compresa nella sua enunciazione, nel suo progetto, senza che sia necessario tradurlo in oggetto concreto. L’arte ha superato le barriere del “virtuale” ben prima che si iniziasse a parlare di digitale e di web.
Allo stesso tempo, però, l’opera d’arte è “interattiva” senza mediazioni: per sua natura ha bisogno di un pubblico che accolga i suoi significati, addirirttura alcune installazioni contemporanee richiedono l’intervento attivo del fruitore per “funzionare”.
Cosa può aggiungere (o togliere) all’arte l’intersezione con il mondo digitale?
L’avanzamento tecnologico apre nuove prospettive: anzitutto, di diffusione e di condivisione dell’arte stessa.
Se, da un lato, si teme che la riproduzione digitale di opere d’arte, e persino di intere “mostre virtuali”, possa comportare il rischio -come scriveva Salvatore Settis in un suo articolo- che la rappresentazione virtuale si sostituisca all’esperienza reale dell’opera, d’altro canto la digitalizzazione (un esempio su tutti: il Google Art Project) offre possibilità di divulgazione (e, quindi di conservazione) e di approfondimento -fino al punto da poter distinguere l’attorcigliarsi dei fili con cui è tessuto un arazzo di Boetti- impensabili fino a pochi anni fa…
Gli strumenti digitali, poi, consentono un potenziamento della caratteristica “concettuale” insita in alcune opere; in particolare, dell’interazione con il pubblico: progetti artistici come le suggestive “mappe sensibili” di Studio Azzurro, installazioni multimediali immersive che permettono al pubblico di entrare in contatto diretto con la memoria dei luoghi e delle comunità da cui prendono spunto, danno vita a ricordi e suggestioni trasformando lo spettatore in protagonista.
Ma questa fase è ormai anch’essa già consolidata, il presente ci spinge a condividere ogni istante e a restare in contatto con tutti in ogni momento, quale sarà il prossimo passo? Tocca ora al web e all’universo social offrirsi come nuovi “medium” artistici e aprire possibilità ancora inesplorate…