La grande transizione
Bruce Sterling, in un commento sul lavoro letterario di William Gibson, autore di "Neuromante", (testo visionario quando fu scritto qualche decennio fa, ma di scottante attualità oggi in quanto tratta della transizione della nostra società dall'analogico al digitale), così sintetizza l'essenza di questo romanzo "cyberpunk": "La verità è che il mondo analogico degli anni ottanta si stava effettivamente distruggendo. Stava arrivando un mondo diverso, non in virtù di un atto di volontà politica o per aspirazione popolare, ma solo perché i computer sono così diversi". Tutti i protagonisti di questo romanzo così come quelli dei racconti di  Gibson "sono spettatori saggi ma isolati, che osservano qualche tremendo disastro perpetrato da altri".
Temi analoghi sono trattati  nel saggio di Federico Rampini, in uscita in questi giorni, intitolato "Rete padrona. - Amazon, Apple, Google & Co. Il volto oscuro della rivoluzione digitale" nel quale l'autore constata  come il sogno libertario della "rete" si sia trasformato in una oligarchia di monopolisti in guerra tra di loro non tanto per il relativo singolo business, ma piuttosto per la proprietà e la custodia dei dati trattati. "Le degenerazioni... portano fino ai progetti stravaganti di creare sedi offshore su piattaforme marine extraterritoriali, Stati sovrani dove trapiantare la Silicon Valley lontano dai vincoli della politica e del consenso".
Da una parte la rivoluzione digitale è divenuta ormai insostituibile ed indispensabile per il funzionamento della società globale, dall'altra la scomparsa dell'analogico porta la stessa società, ed i singoli, a non poter prescindere dal ricorso alle strutture dei pochi monopolisti.
E questo non è che un corno del problema, quello politico-sociale e di democrazia. L'altro corno è costituito dal fatto che le "piattaforme offshore" che ormai vanno progressivamente  a sostituire biblioteche, libri, registri e financo le opere d'arte, sono comunque vulnerabili e sostanzialmente fragilissime, con il concreto rischio di perdita di tutto lo scibile in esse accumulato.