X Giornata del Contemporaneo: il web e l'estetica
In questo passo tratto da “Le orme dell'anima” Josè Ortega y Gasset, filosofo spagnolo del secolo scorso, affronta il problema della scrittura e del suo supporto in relazione all'essere:
“L'anima si esprime con la parola e con il gesto: ma inoltre si imprime nella materia. Il gesto e la parola si volatilizzano e dell'anima restano solo l'opera e la parola scritta. Sono le sue orme, le sue tracce sulla materia, piene di significato. Non è un insegnamento trascurabile che la materia, la cosa più opposta all'anima, sia quella incaricata di farla sopravvivere Il resto dello spirito che non è riuscito a materializzarsi si evapora.
Per penetrare in un'anima dobbiamo piegarci sulla materia e rintracciare le sue orme come per dare la caccia a un animale fuggitivo. L'anima ha la facoltà di impregnare la materia intorno: non si può arrivare ad essa, se essa non ha dato alla materia una forma che sia la sua intima emanazione. ...E sarebbe un errore credere che di questi due mezzi di manifestazione durevole che possiede l'anima – la parola scritta e l'opera – sia la prima a rivelarci i maggiori segreti. Nella parola, certamente, l'anima si propone di esteriorizzare qualcosa di se stessa: perciò diciamo che si esprime. Nell'opera non si propone nulla di simile ma soltanto di produrre un oggetto…”

Queste le riflessioni di Ortega y Gasset sulla scrittura, sul suo supporto e sull'opera. Ai nostri giorni, già dopo pochi anni dall'avvento della scrittura digitale e del  web è avvenuta una rivoluzione copernicana nella quale l'anima, secondo Frédèric Martel, sociologo francese, farebbe il percorso inverso uscendo dall'opera per rientrare nella “carne” del fruitore.
“Le forme tradizionali degli oggetti culturali saranno sempre più ibride, dando luogo  a nuovi formati in movimento e continuamente aggiornabili... non sarà più il lettore che legge il libro, ma il libro che legge il lettore.”

Siamo passati in un baleno temporale storico dall'anima, soggetto attivo, tutt'uno con l'opera e la sua materialità, all'anima, soggetto passivo, che viene plasmata  dall'opera e dalla sua immaterialità che si identifica con la fluttuazione delle reti “web, dalle reti sociali, dagli algoritmi”.
La domanda che comunque dobbiamo farci è quanto c'è di effettivamente immateriale in questa “rivoluzione” e quanto invece di materiale, addirittura in termini di “banale” supporto. E ancora: quanto di questo supporto è effettivamente a disposizione dell'uomo.
E soprattutto  durerà la sua fruibilità? Resisterà la rete alla “materialità” della storia? Potranno nuovi frati benedettini recuperarne la leggibilità dopo un prevedibile prossimo “medio evo”?

Sono questi gli argomenti che proponiamo alla RETE in occasione della GIORNATA DEL CONTEMPORANEO del prossimo 11 ottobre 2014. Chiunque  intercetti il messaggio e voglia commentarlo o renderlo oggetto di riflessione potrà scrivere ad Artestetica.org all'indirizzo redazione@artestetica.org