Gabriella Benedini. Transiti e incontri
Milano, Museo Diocesano, fino al 30 agosto 2014

Paolo Biscottini, con la collaborazione di Maria Teresa Chirico, curatrice dell’”Archivio Gabriella Benedini”, ha realizzato una mostra delle opere di Gabriella Benedini che può definirsi antologica dell’essere stesso dell’artista in quanto le opere scelte, dal 1984 ad oggi, lo sono state  scandendo i temi che fanno parte della sua  vita vissuta costantemente in stretto connubio tra terra e cielo sul filo etereo dell’arte. Dai “Teatri della melanconia” alle “Nozze di Psiche, dal tema del “Viaggio” a quello delle “Costellazioni e tempo”, dalla “Musica e arpe” alle “Geologie”. Per usare le parole del curatore un “..viaggio continuo da un dove ad un altro, ricerca indomita di soste in cui contemplare il mistero che governa la vita e lì sognare, a volte sfiorare, ciò che par vero”.
Ma dopo lo spazio, coerentemente,  uno dei protagonisti dell’opera di Benedini è il tempo, anch’esso  presupposto della conoscenza, come rileva Paolo Bolpagni il cui testo critico compare in catalogo.”Fin dal principio, -scrive Bolpagni- il pensiero umano, prima ancora di un’autentica indagine filosofica e scientifica, ha incontrato uno dei propri problemi basilari nel mistero del tempo: misura del perdurare delle cose mutevoli, successione ritmica delle fasi attraverso cui si svolge il divenire della natura, intuizione e rappresentazione delle modalità secondo le quali i singoli eventi si susseguono e stanno uno in rapporto all’altro, o nella scansione ciclica e periodica dell’eternità(perenne ricorrenza), o, se si guarda diversamente il reale, nell’ineluttabile scorrere che la trascina.”