L’"Informale” della Collezione Reverberi al Museo Archeologico di Aosta
Il primo quadro di arte contemporanea  acquistato da Gian Piero Reverberi, musicista che si avviava, con quel gesto, a divenire collezionista ed esperto di arte, fu di Gianni Bertini nulla di più distante dall'"informale", filone che divenne via via la strada che più si rivelò consona alla sua idea di arte. "Molti provano piacere a possedere le cose, io mi diverto di più durante le fasi della scoperta e della conquista. questo è il mio modo di interpretare il collezionismo e, perché no, la vita". C'è da dire però che l'accento sull'informale forse lo ha messo la mostra dal titolo "Una stagione informale. Capolavori della collezione Reverberi". Si perché il "collezionista" sceglie l'opera "in modo istintivo e per l'emozione che suscita", con quella spinta quasi incontenibile che viene, (come molti collezionisti raccontano quasi vergognandosene), dalla pancia. Se mai la scelta prevalente per l'"informale" Reverberi l'ha fatta, come dice,  per evitare di farsi condizionare, nella scelta, "dall'abilità tecnica dell'autore" o dalla "bellezza del soggetto". Ma è certamente solo un modo per darsi una spiegazione razionale della scelta che invece segue strade complesse e spesso irrazionali o dettate dal caso o dalle circostanze. Queste strade,  nell'arte, significano "un incontro cercato o casuale, un viaggio, una folgorazione, amicizie durate per la vita, altre perse per strada, trattative, scambi materiali e scontri dialettici".
La mostra espone solo una parte delle opere della collezione Reverberi, 90 su circa 300, e come detto privilegia l'"informale"; è visitabile al Museo Archeologico di Aosta ed è curata da Beatrice Buscaroli e Bruno Brandini.  Vi si trovano opere di Burri, Mathieu, Hartung, De Maria Novelli Vedova e tanti altri maestri. Vi si ritrovano anche gli echi delle motivazioni e dei programmi artistici di gruppi come "Forma uno", "Zero", "CoBra" "Gutai" che hanno fatto la storia dell'arte nella seconda metà del secolo scorso.
Veder l'arte attraverso una collezione, è  un po'  come vederla  "dalla parte delle radici", come vederla insieme al singolo artista attraverso il suo  "compagno di strada" che è il collezionista alla maniera di Gian Piero Reverberi.


Link: Regione Valle d’Aosta - scheda dell'esposizione