La conoscenza incarnata
di Roberto Pacchioli
La chiamano ancora "estetica sperimentale" ma la vera rivoluzione sull'estetica, cosiddetta classica, la si deve a Maurice Merleau-Ponty come emerge nell'articolo-saggio di Vittorio Gallese sul numero 2/14 di Micromega.
Oggi la scienza ed in particolare la neuroscienza, con la scoperta dei neuroni a specchio ha dimostrato che il cervello dialoga con il corpo in un confronto da pari a pari. Anche la carne sente e dunque conosce. La "conoscenza incarnata" che Merleau-Ponty aveva descritto intuitivamente ottiene ora la verifica sperimentale della scienza. Gallese ci dice che "il cervello esprime la sua funzionalità solo ed esclusivamente legato ad un corpo situato in un particolare mondo fisico popolato da altri individui".
Quanto alle ricadute sulle riflessioni sull'arte non si potrà più prescindere dalla presenza del corpo sia nella produzione artistica sia nella sua fruizione. Ma anche qui, come era avvenuto nell'estetica con Merleau Ponty, anche gli artisti hanno anticipato la verifica della scienza. In molti già da tempo hanno usato il corpo per fare arte.