Anni 70 Arte a Roma
Palazzo delle Esposizioni fino al 2 marzo 2014

Una  domanda  ci siamo fatti nel percorrere le sale del Palazzo delle Esposizioni e nel vedere tale e tanto ribollire di idee ancora attuali e in gran parte da sviluppare:  cosa avvenne nella società italiana negli anni settanta da determinare una tale convergenza di espressioni da parte di artisti sia italiani sia stranieri  attratti nel nostro paese? Infatti a Schifano, Accardi, Castellani, De Dominicis, Penone, Boetti, Turcato, Zorio, Pistoletto e tanti altri si affiancarono Beuys, Nagasawa, Long, Tuttle, Twombly, Buren,  Paik, LeWitt e altrettanti altri.
Alcune risposte le abbiamo trovate nel libro-catalogo della mostra.
Daniela Lancioni, nell’introduzione,  scrive della “Metamorfosi del capitalismo e la nascita di nuove classi sociali, la ridefinizione del concetto di lavoro, il post-colonialismo, l’incremento dei sistemi di comunicazione, l’investimento nella parità di diritti e l’allarme ambiente.” E questa diagnosi farebbe pensare all’esistenza, oggi, di analogo fervore visto che i problemi sono sempre gli stessi anche se attualmente la direzione si è invertita perché vengono vissuti non più nella fase di soluzione evolutiva ma bensì in quella involutiva e di ritorno. Fase questa che è stata la caratteristica di altre analoghe  epoche storiche e che  ha prodotto specifiche (e molto simili tra loro) espressioni artistiche.
Gli artisti degli anni ’70 furono dei “sismografi eccellenti”, afferma Fabio Belloni (il suo saggio a pag. 32), che raccoglievano le scosse del presente per proiettarle nel futuro più o meno inconsapevolmente. Alcuni infatti si occuparono, oltre che di comunicazione anche in maniera specifica di linguaggio, anzi di metalinguaggio. “Ciò che finora si è chiamata “letteratura” appartiene a un’epoca chiusa che sta lasciando il posto ad una scienza nascente, quella della scrittura, questa pratica teorica, che raddoppia e pensa la pratica testuale”. Sono le parole di un poeta, Philippe Sollers, scovate da Denis Viva (saggio a pag. 54) che prefigurano lo sviluppo della comunicazione legata alla scrittura che caratterizza la società dei nostri giorni ormai permeata dalla rete web, dalla digitalizzazione e dai social network. E’ forse  questo, oltre a quello del “ritorno”, un altro  ambito della contemporaneità dal quale gli artisti  stanno oggi ricevendo gli stimoli e le “scosse”.