Il Credo (1999)
di Alzek Misheff
Tre anni prima dell'undici settembre, mentre menti acute, forse artisti secondo Stokhausen, preparavano "l'opera delle opere di tutti i tempi", avevo scritto queste poche righe, più volte pubblicate e che mi permetto di trasmettere ancora come mio commento del recente incontro sull'Arte Contemporanea tenutosi il 5 ottobre 2013 presso la redazione della rivista milanese "Artestetica".

Ci aiuta a capire forse meglio Eliot quando esclama:
“Dove abbiamo perso la saggezza per la conoscenza, dove abbiamo perso la conoscenza per la comunicazione?”


1999
IL CREDO
(senza economia)

In breve tempo
dopo che i filosofi hanno inventato
la distruzione di Dio
e gli artisti hanno creduto
e hanno abbandonato i loro posti
occupati subito  da architetti veloci e sarti
che con la loro acqua per fare bolle di sapone
all’apparenza innocua
hanno corroso tutto il bello
e il bene di Dio sotto il cielo
e sotto le stelle di sempre,
poco dopo è iniziato un tempo nuovo
di viandanti e  attraversatori senza meta
mimetizzati da turisti.