Lo smarrimento della dimensione simbolica
di Cristina Muccioli
Lo smarrimento della dimensione simbolica in tutta la produzione culturale, non soltanto artistica, sta portando a una con-fusione, a una sovrapposizione, a una vera e propria sostituzione dell’arte con la vita, oppure della vita stessa, con i suoi oggetti e le sue pratiche, con l’arte.
Questo percorso, evocato auguralmente da Filippo Tommaso Marinetti con la sua equazione linguistica Arte=vita, accolto e perseguito febbrilmente da tutte le Avanguardie, ha portato a un esito del tutto inatteso, individuato con lucidità spiazzante da Karlheinz Stockhausen. Dichiarò, con eccessiva e fraintendibile concisione, il famoso musicista all’indomani del crollo delle Torri Gemelle, che si trattava della più grande opera d’arte mai realizzata. Fu un fatto di cronaca che convocò il mondo intero davanti a uno schermo, unito contemporaneamente per la prima volta nella storia a guardare le stesse immagini. Quella che sembrava un’ offensiva provocazione, era invece frutto di una riflessione acuta, ancora da affrontare.