Artestetica partecipa alla "Giornata del contemporaneo" il 5 ottobre 2013
di Roberto Pacchioli
"L'arte che sostituisce la parola", "l'arte che crea il pensiero", "dipingere è un mezzo di comunicazione, un linguaggio": è Matisse che parla nell'intervista-conversazione con Pierre Courthion edita a cura di Serge Guibaut da Paul Getty-Tate Modern Edition.
Le stesse cose, gli stessi problemi relativi alla essenza dell'arte e all'estetica, sono quelli trattati da Carlo Sini in una recente intervista (la Repubblica 30 agosto 2013) a Leonetta Bentivoglio sui rapporti Husserl e Heidegger e la "fenomenologia", la filosofia della sensibilità per eccellenza. Entrambi i filosofi partono ovviamente dal "ritorno alle cose stesse" e cioè dallo studio sistematico e incessante del reale quale lo possiamo "apprendere" con i nostri strumenti della sensibilità. E scopriamo con questo tipo di estetica la libertà dell'uomo dal ricatto del pensiero e del logos che portano inevitabilmente alla metafisica.
Per Hedegger infatti lo strumento finale della conoscenza fu la poesia, o meglio il "pensiero poetante" di Rilke perché il logos  uccide la filosofia. 
Logos e filosofia, secondo Husserl finiscono per identificarsi con la scienza e con la tecnica che diventa volontà di potenza. La ragione, ribatte Heidegger, è devastatrice e rende la terra un deserto. Lo stesso avviene con la metafisica che si trasforma in religione.
Questi ultimi anni, i primi del terzo millennio hanno reso attuale questa riflessione anche alla luce del percorso involuto che ebbe  Heidegger che aderì al nazismo per poi distaccarsene proprio per l'incompatibilità assoluta del suo pensiero e di quello del suo maestro Husserl con il totalitarismo criminale che invase l'Europa nella prima metà dello scorso secolo. Totalitarismo criminale, metafisica della religione, volontà di potenza, esaltazione del logos soprattutto  inteso come riferimento alla "parola" si stanno purtroppo riaffacciando sulla scena della politica globale e terrorizzano i popoli.
L'arte, l'estetica, diventano dunque una valida alternativa al pensiero razionale e al logocentrismo metafisico perché appunto usa le "cose stesse" e cioè gli strumenti estetici per riconnettere l'uomo con se stesso ed eticamente collocarlo nel mondo con i suoi simili e con le cose che lo circondano.
Questi sono le "cose" su cui si rifletterà il 5 ottobre 2013 nella redazione di www.artestetica.org, in Milano viale Monte Nero 63 durante la 9a giornata del contemporaneo organizzata da AMACI alla quale la nostra rivista ha aderito.
Sarà anche il modo di verificare come e in che modo arte e filosofia estetica sono strettamente connesse fino quasi ad idendificarsi.