Estetica e immaginazione
Non siamo d'accordo con chi afferma che Kant non aveva ben chiaro il concetto di immaginazione produttiva. Il fatto è che egli aveva ben chiaro il connesso concetto di limite. Tutti ricordiamo infatti la metafora della colomba e l'immaginazione è quanto è consentito all'uomo di "creare" entro i limiti della percezione sensoriale senza sconfinare nella metafisica. Essa comprende tutto il reale magari sistemato in maniera insolita e originale, magari ancora non concettualizzato ma certamente percepito. Geniale dunque la "battuta" autoironica di Pascal che confermava di non aver scoperto nulla ma di aver messo le cose in un modo diverso da come avevano fatto altri prima di lui. In questo modo affermava anche che non si scopre quasi mai qualcosa di nuovo ma si scopre una diversa essenza delle cose solo guardandole da un altro punto di vista o di osservazione. Che poi questa "differenza" sia uno dei modi da cui nasce la poesia e l'arte è un fatto noto   e questa diversa combinazione degli elementi  viene chiamata  "creatività". E' altresì noto che questa è una delle basi della funzione conoscitiva dell'arte.
Di questo e dintorni tratta il saggio di Alberto Oliviero dal titolo "Immaginazione e memoria" dove la memoria è quanto accumuliamo in quel nostro archivio che è la mente per consentire poi all'immaginazione di scombussolare e scombinare l'ordine costituito.