A Trieste, il convegno del FAI sul paesaggio
Si è concluso a Trieste il convegno nazionale sul paesaggio organizzato dal FAI che ha visto la partecipazione di circa 300 delegati. Le relazioni, tra le quali quella del neo-presidente Andrea Carandini, hanno avuto ad oggetto la riflessione sul carattere ontologico del paesaggio che diviene "bellezza" che "parla di un "noi" stabile e duraturo e che definisce la nostra identità più dell'"io" degli artisti". Nella relazione di Carandini si legge tra l'altro:"Nei contesti paesaggistici tutto è solido e stabile, frutto dell'instancabile sovrapporsi delle azioni umane, ritocchi infiniti a un medesimo quadro. ...E' un'armonia e una bellezza questa di tipo poco noto, antropologico e storico più che meramente estetico e storico, a cui non siamo stati adeguatamente educati."
In queste poche righe troviamo sintetizzata la differenza tra l'eteica intesa in senso proprio, ontologico e fondante, che attiene all'esistenza dell'uomo ed alle sue necessità vitali ed ai rapporti etici con i suoi simili e con la natura, e l'estetica intesa nel modo corrente e riferita alla superfice più o meno gradevole delle cose.