PIERO MANZONI, allo Stadel di Francoforte, da giugno a settembre 2013; da ottobre a gennaio 2014 a Palazzo Reale a Milano
Si tratta di una retrospettiva organizzata tra Francoforte e Milano dove la mostra continuerà  da ottobre a gennaio 2014. Sarà  curata da Martin Engler e accompagnata dall'uscita della biografia di Flaminio Gualdoni a fine maggio. Il fulmineo passaggio di Manzoni nella storia dell'arte europea, nato nel '33 e morto a trent'anni nel '63, ha avuto la valenza del termine in quanto concentra in sé il significato dell'arte, con lo sguardo bifronte verso il passato e verso il futuro. Dal tutto è arte all'arte che è solo quella che l'artista segna e indica. Le sculture umane, sia i corpi firmati sia i piedistalli delle sculture viventi, l'uovo del suo omonimo rinascimentale che torna al centro dell'arte come simbolo dell'umanità , il bianco assolutizzante, ma soprattutto la vitalità  dell'essere attraverso il "fiato d'artista" e la "merda d'artista". "Non c'è nulla da dire: c'è solo da essere, c'è solo da vivere". E'  da qui che il XXI secolo è ripartito.