"The desire for freedom. Arte in Europa dal 1945", a Milano Palazzo Reale, fino al 2 giugno 2013
C'è stata anche una "guerra fredda" della cultura in quella pi๠grande e complessa che ha portato all'equilibrio del terrore solo attenuatosi dopo il crollo del muro di Berlino. E viene proprio dal Museo di Berlino Monica Flacke, la curatrice di questa mostra itinerante patrocinata da Consiglio d'Europa. Gli artisti che vi partecipano sono tutti noti anche per il loro impegno politico-sociale come ad esempio Christo, uno dei tanti artisti bulgari che scelsero l'occidente  e che, già  nel 1958, intuì che presto si sarebbe verificata la crisi energetica tanto da  lavorare con i bidoni del petrolio. C'è in mostra anche un'opera del 1949 di Giacometti a rappresentare la fragilità  dell'uomo e una istallazione di Kounellis sulla esigenza di  libertà  al tempo della rivoluzione francese. E ancora Kiefer sul nazismo, Baj sull'atomica, Kadan sulla tortura, Vostel sul Vietnam e tanti altri a riflettere in maniera diretta o indiretta sulla tragicità  delle guerre, sulle loro motivazioni intorno alla libertà  dell'uomo, sulle loro abominie  per negarla o reprimerla, sulle lotte per riconquistarla.