La 55a Biennale di Venezia, dall'1 giugno al 24 novembre 2013
di Roberto Pacchioli
L'arte va in analisi e si affida a Jung con il Libro rosso protagonista del Padiglione centrale.

«Il palazzo enciclopedico» - ispirato a un progetto di museo delle scoperte e dello scibile - sarà  il titolo di una Biennale che andrà  alla ricerca delle immagini interiori, quelle del sogno, delle visioni, attenta a tenere fuori quelle esteriori, quelle del mondo reale.

Decisamente un progetto con lo sguardo rivolto all'indietro, al già  fatto e alla riflessione sul già  visto, una «esposizione che andrà  da un'altra parte» come dice il curatore,  Massimiliano Gioni.

Dove? Lo vedremo alla fine della prossima primavera.

Intanto c'è chi dice che «fa riflettere il fatto che manifestazioni importanti come la Biennale e Documenta ripeschino dalla storia momenti, luoghi e immagini e le accostino in maniera libera. Artisti, dilettanti, filosofi, storici  e curatori si scambiano i ruoli e la mostra diventa un ragionamento sui processi creativi e su come arriviamo agli stadi di coscienza in un mondo che, pi๠che aver bisogno di nuove visioni, sembra richiedere una selezione di immagini per comprendere i fenomeni recenti» (Marinella Venanzi).

Se è solo così il paragone con Documenta è quantomeno improprio in quanto a Kassel si è certificato che un certo modo di intendere l'arte per l'arte è terminato e che l'arte per l'appunto torna a essere qualcosa di diverso da una «selezione di immagini per comprendere fenomeni recenti».

L'arte - è questo il succo di dOCUMENTA (13) - è  uno dei modi per arrivare alla  conoscenza del mondo attraverso la sensibilità  dell'uomo, niente di pi๠ma neppure niente di meno.