PYR, il video di Maria Chiara Zarabini, nella personale "Cum grano salis" a Faenza a Palazzo delle Esposizioni dal 16 marzo 2013
di Roberto Pacchioli
“Per un po’ mi sento meno inquieto quando, dopo aver girato a lungo intorno alle parole, mi rendo conto che non posso andare oltre.” E’ Vladimir Jankelevitch, filosofo francese del quasi-niente, allievo di Bergson, alla ricerca disincantata della verità  inarrivabile. Da questa limitatezza della parola, così coltivata e analizzata nella sua valenza rivelatrice di senso, dalla constatazione che si tratta di un girare a vuoto, nasce l’arte “plastica”, che è il pensare senza parole, un altro modo di tendere alla verità  e alla conoscenza.
Ma anche l’arte così intesa necessita di rimuovere la sovrastruttura e andare all’essenza in una ricerca che alla fine lascia il mondo fisico e lambisce quello metafisico.

Ricordiamo allora come vennero considerati, agli albori della storia del pensiero gli elementi essenziali, l’acqua, il fuoco, l’aria e la terra e come quest’ultima in particolare si collochi all’origine delle varie religioni. Sono noti, in proposito, che alcuni studi biblici sui testi originari conducono alla identificazione della divinità  con la fertilità  della terra rossa dei fiumi nelle cui vicinanze l’uomo e la sua “civiltà ” sono nati. Fertilità  che doveva essere sempre rinvigorita attraverso sacrifici anche umani.

La terra dunque come punto di partenza della ricerca di conoscenza e di identità  dell’uomo. La terra come ricerca di senso, come luogo dell’origine e della fine di quel corpo che, anche attraverso l’arte, l’uomo tenta di conoscere e di collocare nel tempo e nello spazio. E’ questa fusione di corpo e terra che con l’altro elemento, il fuoco, sono i protagonisti di “PYR”, video di Maria Chiara Zarabini.


E’ da considerarsi il seguito del precedente, il “Corredo di Dafne”, che si collocava qualche tempo fa nel mito del corpo che diventa albero e mette le radici nella terra. In questo caso il fuoco avvolge l’artista come in una “pira” sacrificale; un fuoco che distrugge e ricompone in un viaggio di andata e ritorno, in un eterno rito di reincarnazione. Fuoco inteso anche come elemento indispensabile per il sacrificio e la trasformazione del corpo dell’artista sulla strada verso la conoscenza: il rapporto costante, e uniforme nel tempo, dell’arte con la vita e dell’uomo con il mondo esterno e l’altro da sé.



Il video “PYR” di Maria Chiara Zarabini sarà  proiettato a Faenza a Palazzo delle Esposizioni, nella mostra personale dell’artista dal titolo “Cum grano salis” dal 16 marzo al 6 aprile 2013.