Claes Oldemburg, Carolyn Christov Bakargiev e il senso dell’arte
di Roberto Pacchioli

“Sono per un’arte che non sappia di essere arte. Do forma a visioni che mi uniscono all’ambiente” Per Claes Oldemburg il senso dell’attività  artistica è quello di fare arte senza sapere di fare arte. E’ questo il  programma dei coniugi Oldemburg. Rifiutavano  di “produrre” arte per la vendita e per le gallerie così “rimettendo”, riportandolo indietro di due-tre secoli, l’orologio della storia dell’arte. Solo una volta hanno esposto in una galleria, da Leo Castelli a New York, ma unicamente  per presentare il progetto di una scultura e alcuni sue  parti. Lavoravano solo per l’esterno, per confrontarsi con  tutti e con lo spazio;   per “unirsi” all’ambiente e fondersi con esso.

In questo modo entravano a far parte, per determinarla, della   svolta che era in corso e che nel 2012 dOCUMENTA (13) ha ufficializzato ma  che era stata definita nei dettagli da colei che sarebbe divenuta la sua  curatrice, già  nel 1997. Carolyn Christov Bakargiev rilevava che nel curare la  Biennale di Venezia di quell’anno, Germano Celant aveva usato l’”International Style per cui una mostra a Tokyo può rassomigliare a un’altra a Londra o in qualsiasi altra parte del pianeta, un po’ come si somigliano tutti gli aeroporti.” e proseguiva “L’arte però per sua natura è ricerca, è traduzione in linguaggio e in esperienza dello statuto della conoscenza del suo tempo, oltreché terreno di prova per possibili trasformazioni di quello stesso statuto. Pone in dubbio le certezze, apre faglie nel discorso, si pone contro proprio perché cerca di determinare nuove conoscenze.” Era l’inizio della fine dell’opera autoreferenziale, del feticcio, dell’art pour l’art, del mercato sopra tutto, ma non se ne accorse quasi nessuno. E infatti tutto il mondo dell’arte è letteralmente rumorosamente insorto vociante, compatto, sguaiato, insultante a Kassel il 6 giugno 2012 quando dalla tribuna mondiale di DOCUMENTA la stessa Carolyn Christov Bakargiev ha ripetuto, stavolta con l’autorità  conferitale dal ruolo e dal contesto, le medesime cose che aveva sostenuto e scritto 15 anni prima.