Il Beato Angelico a Roma alla Galleria Borghese fino al 10 febbraio 2013

Proveniente dal Museo Diocesano di Cortona, uno dei “luoghi”di questa nostra terra così caro a Federico Zeri, è stata messa in mostra a Roma una di quelle  opere d’arte che provocano la “sindrome di Stendhal” perché, come ipotizza oggi la neuro-estetica, il nostro cervello sembra sia strutturato per avere, oltre la funzione visiva, anche quella figurativa e dunque si rispecchia e a volte si perde nei meandri della intima forza  conoscitiva di alcune “opere d’arte”. Una di queste è certamente l’”Annunciazione di Cortona” (diverse altre “Annunciazioni”, magari anche pi๠"importanti", ha dipinto l’artista toscano) del Beato Angelico frate artista che la tradizione religiosa vuole in diretto contatto con Dio. Dopo le recenti polemiche sulle ricerche bibliche di Carlo Enzo che  dà  una nuova lettura dei testi originari della Bibbia e che ha scoperto che quegli scritti contengono il contrario di quanto poi successivamente è stato aggiunto ed interpretato, in questo senso, la tradizione  potrebbe anche avere un senso.  L’arte infatti non è altro che uno degli strumenti con i quali l’uomo tenta di pervenire, attraverso la sua funzione estetica, alla conoscenza del mondo.

Quanto alla collocazione  di questo frate geniale nella storia dell'arte e alla sua sorprendente contemporaneità , ricordiamo le analisi di Georges Didi-Huberman e di quanti sostengono che egli ha prefigurato l’avvento dall’arte astratta sei secoli dopo.

A Roma dunque e alla Galleria Borghese il merito di aver messo a fuoco la straordinaria importanza del Beato Angelico. Chi volesse conoscere  la localizzazione e le schede di tutte le sue oltre 200 opere può andare sul sito  della “Fondazione Federico Zeri”.