Paul Klee e l'Italia, a Roma alla Galleria nazionale d'arte moderna dal 9 ottobre al 27 gennaio
Paul Klee a Roma e Wassily Kandinsky a Pisa. Due mostre quasi contemporanee che fanno il punto su come nasce il '900 nell'arte, su come nascono le avanguardie e su come l'arte evolverà  verso la polifonia di senso, naturalmente inclusiva, nel secolo successivo e cioè ai nostri giorni.
Non per nulla di Klee si è detto che è l'"artista della dualità  che diventa sintesi" la cui "poetica si nutre di un mondo di opposti". Comincia dunque nel secolo scorso ad insinuarsi nei due artisti il dubbio che l'arte non sia che uno dei tanti modi di conoscere il mondo perché "non rappresenta il visibile ma rende visibile". Come Kandinsky che rincorse sempre qualcosa di invisibile come l'anima e che con il "punto linea e superficie" ne incardinò la narrazione.