Marisa Merz, alla Fondazione Merz, fino al 23 settembre 2012. "Disegnare, disegnare, ridisegnare il pensiero immagine che cammina"
Il rapporto tra segno e pensiero trascende il tempo e ci consente di arrivare alla struttura portante della vita e cioè alla conoscenza dell'essere. Questa condizione consente all'uomo di levarsi al di sopra delle cose terrene e di sentirsi in questo modo felici. Queste le parole usate da Marisa Merz per comunicare la particolarità  del suo essere e del suo fare arte. La sua mostra alla Fondazione Merz, a Torino, evidenzia come le stia stretta, molto stretta, la casella dell'"Arte povera" nella quale viene ancora inserita. Sembrano proprio cose dell'altro secolo, quando imperava il "critico" che a sua volta era soggiogato dalla necessità  di inventarsi la sua corrente d'arte. "Lei nell'arte porta la vita" ha scritto Lea Mattarella ed è detto tutto perché  fare arte è vivere poeticamente la terra per conoscerla fino alla sua essenza pi๠profonda.