La fotografia secondo Ferdinando Scianna

Anche se ancora riferita al rapporto tra occhio, mente e cuore caro a Cartier Bresson la fotografia secondo Ferdinando Scianna è uno strumento che scava nel fondo ontologico della realtà  e dell'essere. In una società  nella quale i riferimenti sono molteplici il metterli in relazione, il farli comunicare tra di loro, costituisce la necessità  dell'azione del fotografo, e il suo risultato, la fotografia diventa opera d'arte. Non pi๠documentazione nata nell'era del positivismo e della rivoluzione industriale, non pi๠semplice cristallizzazione iconografica della percezione, non pi๠ricerca identitaria. Sono queste tutte parti e specificità  separate della fotografia che se prese da sole portano al paradosso citato da McLuhan di quel bambino che secondo la mamma era pi๠bello in fotografia. Ecco, il pericolo è nel considerare la foto come sostitutiva o celebrativa della realtà .

Invece il suo profondo contenuto ontologico e dunque estetico è dato appunto dalla sua necessità , dall'urgenza con la quale il fotografo mette insieme con il suo scatto, nell'attimo temporale scelto, la realtà  con tutte le sue relazioni implicazioni e interconnessioni. In questo modo la fotografia esce dalla sua ambiguità  e diventa opera come ha scritto Scianna nel suo “Autoritratto di un fotografo” (Bruno Mondadori)