L'estetica secondo McLuhan
di Roberto Pacchioli

Marshall McLuhan nel saggio “La lettura e il futuro dell’identità  privata” indaga un aspetto interessante del rapporto tra la scrittura e l’identità , e dello stesso in rapporto con la storia, per capire come essa si è determinata in “occidente sulle basi greco-romane e per come sta mutando in “oriente” per la ormai terminata sostituzione con il nostro alfabeto fonetico di quello basato sugli ideogrammi.

Anche la cultura e la società  orientali, secondo McLuhan si avviano a fondarsi sulla “ricerca aggressiva” dei risultati e, al contempo, esse cancellerebbero gran parte della loro cultura audio-tattile con quella a propensione iconica”.

E’ questo un primo contenuto “estetico” del saggio e cioè la rilevazione della intima connessione tra la sensibilità  riferita alla modalità  espressiva conoscitiva e lo sviluppo in un senso o nell’altro della cultura della organizzazione sociale e cioè della storia umana.

Ma c’è un altro aspetto del saggio che riguarda l’estetica ed è quello relativo alla definizione dell’arte secondo McLuhan. Nel saggio  c’è anche una riflessione sulla distinzione tra arte ed opera d’arte quando l’autore tratta dei concetti di “obsoleto” e “sfondo”.

Ecco cosa intende McLuhan per “obsoleto”.

“Obsolescenza non significa estinzione. Al contrario. Per esempio dopo Gutenberg e sicuramente dopo Remington, la scrittura a mano è diventata “obsoleta”eppure oggi si scrive a mano pi๠di quanto si sia fatto in passato. “Obsoleto” insomma è un termine che si riferisce al rapporto tra figura e sfondo, e la condizione di obsolescenza è il risultato di qualche cambiamento spettacolare nella natura dello sfondo che altera lo statuto della figura.”

Ecco il nesso, in relazione al nostro tema, di questa “evoluzione” che crea l’obsolescenza secondo le stesse parole di McLuhan: “così Gutenberg ha smantellato la cultura manoscritta e l’ha elevata, per così dire, a una specie di forma artistica”. Allo stesso modo l’automobile è stata resa obsoleta dall’aeroplano a reazione ed è considerata sempre pi๠una forma d’arte.

In questo modo McLuhan risale dunque alle basi dell’estetica come progressiva utilizzazione dei sensi per la conoscenza del mondo.

E questo incedere della conoscenza determina obsolescenza e crea lo sfondo sul quale si depositano i “residui” di tale processo che sono poi considerati  forme d’arte. L’obsolescenza e l’opera d’arte sono in sostanza la stessa cosa e possono essere il paesaggio, (il “bello” del paesaggio), l’opera d’arte (il “bello” dell’opera), proprio perché metabolizzati dalla storia e per questo fatti propri dall’uomo e dunque, poiché visti su tale “sfondo”, riconosciuti, simpateticamente amati e sinteticamente definiti con il termine “bello” come vengono chiamate “belle” tutte le cose che si amano.