Le celebrazioni nel centenario della nascita di Antonia Pozzi al Franco Parenti
di Roberto Pacchioli

Al teatro Franco Parenti, a Milano, dal 3 al 19 febbraio 2012, si sono susseguiti una serie di eventi e incontri per celebrare i cento anni della nascita di Antonia Pozzi, poetessa e artista anche “visiva”.

Proprio dalla sua passione per la fotografia (raccolse 12 album di foto) possiamo partire per fare alcune riflessioni su Antonia Pozzi anche in relazione al suo inserimento nel panorama filosofico-culturale milanese dell’epoca.

La Pozzi infatti, con un gesto intenzionale molto preciso e profondo, fece dono a Dino Formaggio, suo amico e coetaneo, di 300 sue fotografie, da lei scelte tra le tantissime altre, con queste motivazioni: ”Caro Dino, l’altro giorno hai detto che nelle fotografie si vede la mia anima: e allora eccotele. Perché l’unico fratello della mia anima sei tu e tutte le cose che mi sono state pi๠care le voglio lasciare in eredità  a te, ora che la mia anima si avvia per una strada dove le occorre appannarsi, mascherarsi, amputarsi. ”¦ Caro Dino, che tu almeno possa foggiare la tua vita come io sognavo che divenisse la mia: tutta nutrita dal di dentro e senza schiavità¹. In ciascuna di queste immagini vedi ripetuto questo augurio, questa certezza.”

Erano entrambi, Antonia e Dino, allievi di Antonio Banfi il fondatore di un preciso filone interpretativo della filosofia estetica all’Università  Statale di Milano e di cui Dino Formaggio fu il coerente successore  e continuatore in quella cattedra.

Che Formaggio coltivò la propria sensibilità , anche e soprattutto in riferimento alla sua interpretazione del problema dell’estetica, sulla sensibilità  di Antonia Pozzi è deducibile dall’intreccio delle loro biografie nel tratto di vita che ha visto la loro conoscenza. I due giovani rimasero infatti in simbiosi amicale e spirituale per lungo tempo e Dino Formaggio, anche attraverso quel significativo dono delle 300 fotografie ricevuto dalla poetessa (“le voglio lasciare in eredità  a te”), visse le sue successive esperienze e le sue riflessioni filosofiche anche come erede spirituale di Antonia Pozzi.

Queste riflessioni e considerazioni ci è sembrato di percepirle proprio nelle commosse parole di Fulvio Papi, che è stato diretto partecipe delle idee e degli insegnamenti originali sia di Antonio Banfi sia di Dino Formaggio, quando il 13 febbraio ha celebrato (insieme a tanti altri  come Roberta De Monticelli, Stefano Raimondi, Tiziana Altea ecc.) all’“Incontro di riflessione e testimonianze su Antonia Pozzi”, incontro che ha fatto parte dell’intenso programma di cui si è detto sopra significativamente è iniziato con la presentazione in mostra delle sue opere fotografiche, di cui il “dono” a Dino Formaggio costituisce solo una (piccola) parte.

 

Roberto Pacchioli