Chuang-tzu e Le Corbusier: il mondo salvato dall'arte
di Roberto Pacchioli

Come possa essere la curva a mettere in rapporto l'oriente e l'occidente, il Tao con il contemporaneo, Chuang-tzu con Le Corbusier, l'estetica con l'economia e con il futuro, ce lo spiega Paolo Zanenga nel suo libro dal titolo “Le reti di Diotima” (Edizioni Carocci, 2009, 27 euro). “La strada rettilinea è una risposta a una sollecitazione, è frutto di un preciso intervento, di un atto di volontà , un risultato raggiunto in piena consapevolezza... La strada a curve è un risultato arbitrario, frutto del caso, della noncuranza, di un fare puramente istintivo.” Sono le parole di Le Corbusier il padre della “Chaise longue” che pur nell'utilitarismo applicato al design intravvede quelle che saranno le direttici per uscire dal XX° secolo verso la kalokagathia che unisce il senso etico all'estetico e cioè il tutto che deve ricomporsi nell'armonia.

In questa ricerca dell'armonia il nuovo concetto di valore, anche in senso economico, non si trova ormai pi๠nell'accumulo di ricchezze tradizionalmente intese in beni deperibili e in via di estinzione ma nei giacimenti costituiti dalla conoscenza tacita, dal sapere stratificatosi in alcune situazioni anche caratterizzate dal “genius loci”.”Un violino di Stradivari non è replicabile, e i seri tentativi compiuti in questa direzione lo hanno dimostrato” è la conclusione di Zanenga. Ciò si traduce nella pratica dell'eccellenza che si può solo raggiungere con lo strumento della conoscenza e della libertà . Il secolo scorso è stato l'erede del taylorismo e del fordismo che oggettivamente hanno esaurito il loro orizzonte culturale trascinando nel fallimento sia molte imprese di beni strumentali organizzate su quelle filosofie sia la finanza che ne costituiva lo strumento e che è finita nell'autoreferenzialità  come si vede ai nostri giorni.

Ma “questo percorso di liberalizzazione non è lineare, ma ciclico e articolato in modo straordinariamente complesso” e al suo termine l'impresa si occuperà  “della creazione del bello, in una società  aperta in cui fruizione e creazione del valore sono sempre pi๠vicine e al limite convergenti in una comune ricerca di felicità . Ma come si crea questo valore? L'ipotesi che proponiamo è che si formi mettendo in gioco la conoscenza implicita delle persone come dei gruppi e delle culture. La percezione di valore è data dal processo cognitivo del fruitore nel momento in cui egli arricchisce il suo sé e la sua identità . Questa trasformazione costituisce a sua volta generazione di valore, quando dalla conoscenza implicita emerge conoscenza esplicita fruibile, cioè un flusso di segnali che perturba il ricevente provoca a sua volta un'esperienza di ristrutturazione e di cambiamento.”

E per sintetizzare e riassumere la base estetica di una simile impostazione del futuro dei rapporti etico-economici del mondo Zanenga ci ricorda che “ per capire ciò che manca, ciò che dobbiamo ancora focalizzare” occorre considerare ”un caso limite in cui “tutto” il prodotto dei processi cognitivi risale alla conoscenza tacita, e questo limite è quello della creazione artistica”.

Il “mondo salvato dall'arte” non è pi๠un semplice slogan ma una garanzia della scienza economica.