Vanni Cuoghi - L’Arte di Perseo
di Martina Cavallarin
Quando l’arte mette in pratica, elevandolo al parossismo, l’ossimoro del dimenticare a memoria di agnettiano conio, possono generarsi delle composizioni talentuose e sapienti e dal taglio strettamente personale.

Vanni Cuoghi, con la forza di Perseo che ha dato vita attraverso un gesto di forza e di coraggio alla mitica figura di Pegaso, il fantastico cavallo alato, un animale immaginario e per questo ancor pi๠presente nella fantasia di ciascuno pi๠di quanto non lo sia un animale reale, crea delle opere frutto di spirito e materia, di sedimentazioni culturali e eccessi di inventiva.

Le opere dell’artista genovese, che vive e lavora a Milano, sono intagli di carte leggere e armoniose che dialogano in modo diacronico e sincronico con la storia e il futuro, con i materiali e le loro forme, con i mondi che contengono e la sinuosità  con la quale si srotolano tra parete e suolo. 

Ci sono simboli e contaminazioni nelle storie che descrive, eccesso di particolari, toni smorzati, descrizioni incantate, voli pindarici e un’ambizione estetizzante moltiplicata da una punta sottile e onnipresente di ironia.
Novus Malleus Maleficarum è il titolo dell'esposizione (mutuato dal celebre libro compilato dai frati domenicani Jacob Sprenger e Heinrich Instior Kramer e pubblicato in latino nel 1486. Il Malleus Maleficarum, traducibile come Martello delle Streghe, raccoglieva le istanze espresse nella bolla papale di Innocenzo VIII "Summis Desiderantes Affectibus" e fu usato come manuale d'inquisizione per la caccia alle streghe fino alla metà  del Seicento).

La mostra a cura di Ivan Quaroni inaugura il 30 settembre 2011 a San Pietro in Atrio e alla Pinacoteca Civica di Palazzo Volpi a Como sede nella quale è previsto un intervento site specific. Ancora una volta Cuoghi intraprende un percorso utilizzato da firmamenti contrapposti che fanno il verso, attraverso figure mitologiche o di pura ispirazione, alla nostra contemporaneità  per fornire attraverso l’arte un’indagine del sociale estremamente pi๠politica di quanto non appaia ad uno sguardo superficiale. Il soggetto principale sono i demoni che costituiscono il pretesto di fondo per sovvertire ordini, in particolare sostituendo l’eterna ed irrisolta lotta tra bene e male con quella tra cultura matriarcale e patriarcale. Attraverso mondi giocosi, malvagi o d’atmosfera fiabesca l’artista narra infatti la storia collettiva e la storia individuale punteggiate per metafore che si insinuano in colui che guarda con estremo garbo - lo stesso che appartiene intrinsecamente alla natura della persona di Vanni Cuoghi - ma con un’inesorabile eccesso di verità , senza risparmiare la denuncia e il sarcasmo. La matita talentuosa diviene in tal modo un pretesto per innestare un percorso pop altamente colto in cui le simbologie inventate fanno da sfondo a qualcosa che ci appartiene e agita costantemente le nostre esistenze.

Vanni Cuoghi è un artista visionario solo nella rappresentazione e nel rappresentato perché a livello concettuale la sua abilità  non risiede solo nel gesto di mano e pennello, bensì nel costruire una cronaca che inverte e sovverte. Il cattivo si trasforma nel buono, il vincitore è vinto, il mostro è l’angelo custode. Tale mescola di significati e significanti ottengono quanto l’immagine prodotta un effetto spiazzante e sorprendente tenendo sempre in balia l’osservatore di una possibile inversione di rotta. La sperimentazione di supporti cartacei è in parte ispirata all'antica arte della psaligrafia, che consiste nel tagliare la carta, ricavando da un unico foglio, attraverso l'intaglio e la piegatura, rappresentazioni tridimensionali. I suoi ritagli che prevedono vuoti e pieni alternati e rovesciati costituiscono a mio avviso un altro passo nella direzione di un’arte che si presenta magnificamente comprensibile, mansueta e bellissima, ma che cela delle curvature impreviste che fanno di questo lavoro un ponte levatoio che accorda illustrazione e pittura, sapienza esecutiva e respiro mentale, mimesi a dislocazione, realtà  e fantasia, volontà  e rappresentazione.

Vanni Cuoghi 
www.robertalietti.com