L'attualità  di Merleau-Ponty
di Roberto Pacchioli

Tutte le ultime ricerche sull’estetica hanno come precursore pi๠o meno riconosciuto Maurice Merleau-Ponty e la sua apertura al corpo inteso come carne viva quale strumento di conoscenza del reale, altro snodo  della filosofia contemporanea. Il filosofo francese metteva infatti la mente se non dopo quantomeno al fianco del corpo in un tutt’uno nel rapporto con l’esterno. Ciò  è quanto in maniera neanche eccessivamente provocatoria ha fatto Paula Gaetano Adi qualche tempo fa con la scultura-robot “Alexitimia” che ha  sembianze umane e, come particolarità , la possibilità  di “sudare” quando viene toccata: una serie di sensori e micropompe infatti si mette in azione al tocco esterno e fa fuoriuscire acqua come fosse sudore.

 Cita proprio “Alexitimia” Anna Li Vigni sul supplemento domenicale del Sole-24 ore del 18 settembre  quando recensisce “Situated Aestetics. Art beyond the skin” a cura di Riccardo Manzotti  presentato come il manifesto di “una rivoluzione da attuarsi in tre mosse. 1. Abolire la distinzione tra soggetto e ambiente.2. Rinunciare alla categoria di rappresentazione, entità  intermedia tra soggetto e mondo esterno. 3. Cessare, infine, di pensare che la mente sia confinata all’interno del corpo. Sono questi i presupposti del modello esternalista, secondo il quale mente e coscienza sono eventi che si estendono al di la della scatola cranica”.

Ebbene proprio in questa impostazione del problema dell’estetica c’è tutta  la filosofia di Merleau-Ponty che “revoca in dubbio la metafisica cartesiana della profondità , l’idea che le cose siano una dietro l’altra in una subordinazione gerarchica  e non una accanto all’altra in una simultanea deflagrazione dell’evento, nella carne della contingenza, nella distesa profana dell’effettuale” (Marco Vozza, in Il Cézanne degli scrittori dei poeti e dei filosofi, Bocca Editori, 2001).

E anche il ritorno  al “realismo”, dopo la sbornia del postmoderno, di cui abbiamo scritto in precedenza (Postmodernism, Style and subversion, La fine del postmoderno, Estetica e new realism) si innesta in questo filone di svolta della ricerca filosofica basato sempre di pi๠sull’estetica quale filosofia prima di cui Maurice Merleau-Ponty è stato l’indubbio precursore.