Convegno a Torino: "Estetica/Aestetica/Aisthesis"

È questo il titolo del IX Convegno Nazionale della Società   Italiana d'Estetica che si è svolto il 27 e 28 di aprile all'Università   di Torino con il patrocinio della stessa Università   e della Rivista di Estetica.
Il tema guida dell'evento è stato il "legame tra le radici stesse della disciplina e le aperture pi๠recenti, e la possibilità   del loro dialogo, dove l'estetica si ritrova al centro delle sfide della filosofia e della cultura contemporanee". Vasto programma si potrebbe dire e come spesso accade il titolo e le intenzioni sono andati oltre i risultati. Intenzioni che comunque sono un buon sintomo del fatto che anche l'ufficialità  accademica non può pi๠ignorare la necessità  del ritorno alle radici da cui l'estetica è nata, e dunque all'accezione di estetica come aisthesis ovvero la riflessione della possibilità  della conoscenza attraverso i sensi.
Il convegno dunque è stato un contributo per avviare un ripensamento sul filone cosidetto kantiano che ha ritenuto ci fosse la possibilità  di istituire una filosofia dell'arte che studiasse prima le condizioni di fruibilità  dell'opera per poi addirittura arrivare a determinare i canoni della "giusta" costituzione dell'opera d'arte. Con risultati che ovviamente non hanno portato a nulla essendo il tutto poggiato sul non senso di una riflessione precettizia e a volte addirittura didattica per l'artista. Artista che invece, nella originaria accezione del concetto di estetica, non è altro che lo strumento "sensibile" della ricerca, soggetto e non oggetto di conoscenza la cui opera altro non è che ciò che rimane della ricerca medesima.