Spazio e tempo dell'immagine L'opera «costruita» di Maiorano
di Martina Cavallarin
Nel lavoro di Maiorano esistono influenze di pi๠mezzi tecnici e la contaminazione avviene attraverso obiettivo, assemblaggio digitale e colpi di colore.

La sua sfida è ricostruire e decostruire l’immagine fotografica secondo modelli di illusione pittorica, saturandola di stereotipi visivi e culturali. In tal modo la resa è una sotterranea trasgressione ed una sottile ribellione. Una paradossale combinazione di spazio, quello dell’icona, e del tempo, la fissità  che imprigiona un eterno presente, mescolati ad un approfondimento “manuale” che ci pone di fronte ad una verità  ipotetica.

Esponente tra i primi dell’arte digitale, Maiorano attinge alla realtà  sociale che lo circonda, alla vita quotidiana, alle strutture delle città  italiane ed europee, agli interni abitati dalla collettività  ed infine, ma con costanza, ai segni e alle presenze dei luoghi familiari.

La sua sapienza artistica sta nel frequentare di continuo il bilico della soglia, nella capacità  di mettere di fronte ed amalgamare diverse arti, fotografia e pittura, per impegnarsi in composizioni destinate ad esprimere una gamma di emozioni e movimenti che vanno ben oltre la capacità  tecnologica e manuale. Ciò che trapela è filtrato dalla luce cadenzato da bianchi e neri, da fughe prospettiche e bagliori accecanti.

La mise en scene non è reale, non esiste una preparazione scenografica o una predisposizione di set cinematografico. Esiste un’atmosfera che Maiorano costruisce ed integra nel suo studio per ricomparire, composta ed inquietante, nel gioco illusionistico dell’opera finale. L’effimero si propone come una rivendicazione, come un modo per far vacillare la memoria, statuto estetico incerto, all’incrocio tra molteplici discipline, allargato nei confini dell’arte per mettere in forse la sopravvivenza stessa delle categorie tradizionali e consuete.

Nella continua tensione tra inquietudine e spaesamento l’opera di Serafino Maiorano si arricchisce nell’ultima produzione di strutturata ricerca e moltiplicazioni di significato. Infatti alle architetture, agli interni, alle tonalità  e alla sapienza manuale e digitale, l’artista calabrese aggiunge un tema che si innesta nel filone documentaristico - ecologico portando la città  ad aprirsi alle domande salienti di questo momento storico ovvero il fabbisogno di produzione energetica legato ad un rinnovato rispetto per la natura.

La contemporaneità  dell’opera di Serafino Maiorano sta proprio nella ricerca costante di una sperimentazione intelligente, ricercata, sapiente, nel sublimare con la bellezza ciò che è necessario. Le grandi pale eoliche dislocate in spazi improbabili trovano una collocazione quasi reale malgrado lo spaesamento invochi una spiegazione plausibile che solo sovrapposizioni, evanescenze, macchie di colore e toni rarefatti riescono a giustificare rendendo ogni immagine in una posizione di perfetto equilibrio.


Serafino Maiorano
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