Arteterapia: idea, materia e segno Pratica artistica nelle carceri
di Donatella Zaccaria
Ogni opera d’arte è figlia del suo tempo, e spesso è madre dei nostri sentimenti  (Wassilij Kandinskij).

Da sempre, la creazione artistica permette di accedere alla propria intimità , ai desideri, ai ricordi che altrimenti rimarrebbero nascosti e non compresi.
Dalle incisioni rupestri ai mandala indiani, dalle maschere africane ai murales delle città , la creazione artistica ha sempre avuto un’importanza fondamentale per lo sviluppo dell’individuo.

L’arte non è solo strumento di svago, una pratica regolare delle arti plastiche è un fattore benefico nelle terapie mediche e viene sempre pi๠spesso usata per avviare un processo di trasformazione, crescita personale e conoscenza di “s锝. Appare come una possibilità  per avvicinarsi ai propri sentimenti perché, agisce sugli schemi che ognuno ha elaborato nell’arco della propria vita. Oggi è di moda dedicarsi ad attività  creative occuparsi di colori, di forme, di suoni o di movimenti in modo che i sentimenti inconsci possano manifestarsi liberamente.

L’Arteterapia si serve quindi della creazione artistica per entrare nell’inconscio dell’individuo e condurlo a un cambiamento positivo, a sviluppare un linguaggio simbolico che dia accesso ai propri sentimenti per poterli rielaborare. Lo scopo è quello di partire, in un processo creativo, dai propri ricordi, dolori, violenze e contraddizioni per farne il materiale di cammino personale. Lavorare su di sé, migliorando l’espressività  e la comunicazione non verbale, aiuta a creare uno stato di benessere. Bisogna creare le condizioni per lavorare in serenità  in modo che possano cadere le maschere e i blocchi che ognuno di noi possiede.

La terapia artistica che pratico nel mio lavoro, si fonda sull’Antroposofia, non usa gli elementi artistici per scopi psicologici o per fare diagnosi, ma riconduce l’essere umano alle leggi primordiali della creazione, in modo che egli le riviva.. In questa terapia si impara ad osservare, ad ascoltare, a muoversi, a sentire e pensare in modo pi๠cosciente. Si sperimentano forze come luce, ombra e colore, forme concave, convesse, suoni forti e deboli, toni alti e bassi e si impara a portare tutto ciò ad espressione artistica. In questo lavoro ciò che pi๠importa partecipare ai processi per imparare a dare forma a ciò che è morbido, ammorbidire ciò che è troppo duro, chiarire ciò che è troppo vago e attenuare ciò che è troppo chiaro.

Uno dei principali requisiti del terapista non è quello di essere un grande artista, ma un essere umano libero che si mette continuamente alla prova. Il terapeuta deve favorire la creatività  dell’individuo senza giudicarlo, aiutandolo ad avere una maggiore conoscenza di sé e permettendo di fare emergere elementi dell’inconscio. La funzione dell’arteterapia è di spingere con prudenza l’individuo sempre pi๠in profondità , perché abbandonando la superficialità  possa progredire. Nel corso degli incontri, in alcune persone il senso del cammino artistico si manifesta all’improvviso con un ricordo dimenticato, un’emozione soffocata, una associazione di idee. Il terapeuta per sostenere la presa di coscienza ha una funzione di osservazione e di ascolto.

Ogni opera realizzata è lo specchio del mondo interiore e relazionale di chi l’ha prodotta. L’arteterapia è indicata a chi ha problemi d' introspezione, difficoltà  ad esprimere i propri problemi attraverso l’uso della parola o a chi, al contrario parla di sé senza mai andare in profondità . Serve a chi vuole fare un lavoro per attivare la propria capacità  espressiva e comunicativa, per sciogliere alcuni blocchi emotivi e mettersi in gioco in modo autentico e spontaneo.
Viene utilizzata su persone con disagi fisici e psichici, produce risultati con i malati terminali, i tossicodipendenti, i detenuti, gli emarginati perché la creazione di un’opera li porta ad una rivalutazione di sé stessi. Anche per le persone anziane è funzionale perché risponde al bisogno di ricostruire il proprio passato. L’arteterapia è un sostegno ed un'integrazione ad altri interventi sulla patologia e non ha controindicazioni.

TRE FORME ARTISTICHE
Le forme artistiche che si utilizzano in arteterapia, non lavorano tutte allo stesso livello; il disegno, la pittura o il modellaggio con la creta muovono forze creative sottili. Trovare la giusta arte a seconda le attitudini e delle preferenze personali aiuta a conoscersi meglio e a sviluppare le capacità  espressive. Lavorando la materia (colore, creta, carta) con le mani o con strumenti appositi è possibile ottenere l’oggetto desiderato. Pittura, scultura, disegno sono forme artistiche che permettono di realizzare un prodotto concreto e tangibile. Guardando l’opera, frutto della personalità  e dello stato d’animo con cui si realizza, si osservano in modo distaccato sentimenti ed emozioni spesso non accettati e sofferti, si cerca di comprenderli ed elaborarli per giungere ad una maggiore conoscenza di sé.

PITTURA
I colori portano movimento nella nostra interiorità . Nel mondo della natura intorno a noi il colore è movimento.
I colori nascono dalla luce e dal calore dell’atmosfera terrestre, dall’incontro incessante, a volte drammatico, di queste due realtà . Quando l’atmosfera è umida, pesante e poco luminosa i colori sono meno trasparenti, meno scintillanti e pi๠pigri. Quando, invece, l’atmosfera è cristallina, leggera e asciutta i colori sono pi๠brillanti, puliti e attivi.
Quando propongo un lavoro pittorico cerco di far sperimentare, partendo dall’osservazione della natura, queste qualità  di luce, colore e te-
nebra/calore: faccio osservare come vivono nel mondo intorno a noi e come vengono trasformate dentro di noi. A volte l’inspirazione e l’espirazione dell’aria, cosi come i sentimenti e i pensieri, sono disarmonici. Dipingere ritmicamente, agisce in modo armonizzante sul battito cardiaco e sul respiro. Nel dipingere, soprattutto con gli acquarelli, si sperimentano le qualità  delle diverse tonalità  di colore, mescolando le varie sfumature e rendendole tenue o pi๠intense. Il linguaggio del colore, l’atmosfera del colore, l’esperienza del colore, sono liberatori. Il rosso e l’arancio suscitano entusiasmo, il giallo porta luce, il verde porta equilibrio, il blu dà  pace. I toni caldi riscaldano le malattie “fredde”, i colori freddi (indaco, blu, verde, viola) hanno un effetto calmante e rinfrescante. I temi pittorici possono essere vari, si può usare un solo colore, oppure dipingere con molti colori, fare pittura non figurativa o dipingere paesaggi riconoscibili, oppure illustrare fiabe, sogni, ricordi.

DISEGNO
Quando disegniamo, cominciamo tracciando su un foglio di carta una linea, facendo un movimento da un punto ad un altro. Ciò che è lineare, ha sempre qualcosa di descrittivo, qualcosa che definisce, è connesso con la scrittura con la quale l’essere umano esprime i propri pensieri. Se si disegna la natura, ci si può immergere totalmente in essa per rendere visibile qualcosa delle sue forme. Nelle linee si cerca la forma, si cercano le parole per
esprimere un’idea. Il disegno dal vero esercita l’osservazione esatta e perciò apre l’accesso al mondo creativo delle idee.
Il disegno “di linee” è una forma artistica che confina con il pensare. Il gioco delle linee crea ordine e chiarezza:
Disegno geometrico,(anche a mano libera), promuove la logica, il senso per certe leggi - migliora la concentrazione, fa uscire dal caos.
Disegno dal vero crea un senso per le giuste proporzioni, per la prospettiva e la forma - risveglia l’attenzione per il mondo esterno e l’amore per l’ambiente.
Disegno di forme (ornamenti o altro) rende attivi - fa comprendere i nessi, i rapporti, le ripetizioni, i ritmi e le metamorfosi.
Disegno dinamico è divertente, inserisce l’elemento del tempo nello spazio.
Disegno a tratteggio è una forma di disegno coordinato senza contorni - sviluppa disciplina e aiuta a “trattenere”.
Disegno in bianco e nero con carboncino, controllo dell’oscurità  salvando la luce, facendo semplici esercizi si impara ad unire e controllare “la propria luce e la propria oscurità ”.


MODELLAGGIO CON LA CRETA
L’impasto di terra e acqua è umido, freddo, appiccicoso, manca della finezza della linea e della gioia del colore. La creta viene dalla terra e dal fiume, esiste in molti diversi colori, odora di terra, è la pi๠originaria delle sostanze in cui acqua e materia sono collegate in un rapporto equilibrato. Può essere toccata, sollevata, impastata, formata. Con la creta di creano forme, si dissolvono, si trasformano, esse si lascia comprimere, spingere, tirare, scavare. Le forme hanno un rapporto col mondo circostante, sono poste nelle tre dimensioni nelle quali viviamo. La diretta relazione delle mani con il materiale da modellare, richiede una certa energia e forza vitale che in alcune persone possono essere sollecitate ed in altre no. Durante il processo del modellare le immagini del regno minerale, vegetale, animale e umano affiorano forze formative che agiscono indirettamente nella sfera degli arti, influenzando la volontà . Nel modellare una semplice superficie con bordi e angoli entriamo nel regno della geometria, modellare a mano libera forme geometriche - architettoniche, dà  qualcosa su cui poggiare e tramite le proporzioni esatte dona chiarezza, mentre gesti arrotondati portano verso forme pi๠plastiche come la forma concava, che gioca un ruolo primario nell’arte della ceramica
Le forme possono respirare: abbandonare i contorni fissi e permettere così alle forme di respirare, libera la persona impegnata in questo lavoro. La direzione delle linee non è la direzione degli oggetti, ma la direzione della luce dalla quale sorge in forma sognante l’immagine, che resta sempre in movimento e non può diventare fissa. In un mondo che ci insegna a dare etichette ad ogni cosa, questa tecnica senza confini fissi o bordi rigidi ha un effetto terapeutico. Per mezzo di questo lavoro artistico, il nostro pensiero, sentimento e volontà  possono liberarsi dai modelli troppo fissi.

Forma cosmica
Il primo lavoro che ho proposto di realizzare è stato costruire una sfera. Sembra un esercizio banale e facile, ma non lo è. Ogni persona crea la sfera con una quantità  di creta che stia comodamente nelle sue mani. Non c’è lavoro pi๠individualizzato di questo, non esiste una sfera uguale ad un’altra.
Ognuno mentre costruisce la propria sfera si concentra sulla forma e sulle sensazioni che prova, la riempie di pensieri, sogni, desideri e significati, non la posa ma, la tiene nelle sue mani e mentre lavora, la trasforma nella “sua perla preziosa”, la sua anima, il suo cuore, la sua intimità . Si inizia impastando la creta per conoscerla, ed essa diventa pi๠calda e pi๠personale. Ora si può chiudere gli occhi per sentirla meglio, e si sperimenta la forma sferica pi๠intensamente, arrivando anche a “vederla” con gli occhi chiusi. La sfera diventa pi๠pesante e liscia, viene tenuta alternativamente ora nella mano sinistra ora nella destra. Tutte le irregolarità  vengono percepite dalle punte delle dita. In questo modellare cieco si sperimenta la “vista” delle dita e nel corso del processo la persona diventa sempre pi๠tranquilla. L’esperienza della perfezione e dell’infinità  della sfera, che si realizza del tutto normalmente nelle mani, può essere paragonata alternativamente ora nella mano sinistra ora nella destra. Tutte le irregolarità  vengono percepite dalle punte delle dita. In questo modellare cieco si sperimenta la “vista” delle dita e nel corso del processo la persona diventa sempre pi๠tranquilla. L’esperienza della perfezione e dell’infinità  della sfera, che si rea alternativamente ora nella mano sinistra ora nella destra. Tutte le irregolarità  vengono percepite dalle punte delle dita. In questo modellare cieco si sperimenta la “vista” delle dita e nel corso del processo la persona diventa sempre pi๠tranquilla. L’esperienza della perfezione e dell’infinità  della sfera, che si realizza del tutto normalmente nelle mani, può essere paragonata all’ascolto di una musica meravigliosa o alla contemplazione di un tramonto, riempie di gioia e meraviglia, perfino il respiro diventa pacato e ritmico. Quando chiedo di guardare nuovamente il lavoro realizzato si percepisce la sorpresa di vedere la bellezza di una forma cosi completamente rotonda, che chiamiamo “cosmica”. Avvolgiamo la sfera che ora ci è diventata cara con un panno bagnato e con della plastica per poterla lavorare ancora negli altri incontri. Avvolgiamo la sfera che ora ci è diventata cara con un panno bagnato e con della plastica per poterla lavorare ancora negli altri incontri. Nei successivi incontro, che hanno luogo una volta alla settimana, la sfera verrà  pressata tra i palmi delle mani e con queste due forze la sfera diventerà  “compatta” e cominciano a delinearsi le tre dimensioni.

Il secondo esercizio che propongo è un lavoro sulla “metamorfosi” costruita logicamente in tre dimensioni: cioè una sfera che si trasforma in un cubo che diventa un ottagono. La sfera diventa pi๠pesante e liscia, viene tenuta alternativamente ora nella mano sinistra ora nella destra. Tutte le irregolarità  vengono percepite dalle punte delle dita. In questo modellare cieco si sperimenta la “vista” delle dita e nel corso del processo la persona diventa sempre pi๠tranquilla. L’esperienza della perfezione e dell’infinità  della sfera, che si realizza del tutto normalmente nelle mani, può essere paragonata all’ascolto di una musica meravigliosa o alla contemplazione di un tramonto, riempie di gioia e meraviglia, perfino il respiro diventa pacato e ritmico. Quando chiedo di guardare nuovamente il lavoro realizzato si percepisce la sorpresa di vedere la bellezza di una forma cosi completamente rotonda, che chiamiamo “cosmica”. Avvolgiamo la sfera che ora ci è diventata cara con un panno bagnato e con della plastica per poterla lavorare ancora negli altri incontri. Nei successivi incontro, che hanno luogo una volta alla settimana, la sfera verrà  pressata tra i palmi delle mani e con queste due forze la sfera diventerà  “compatta” e cominceranno a delinearsi le tre dimensioni terrestri e gradualmente si configurerà  la forma cubica con sei splendide superfici che si incontrano l’una con l’altra sugli spigoli e sugli angoli. Quanto è bello il cubo se è esatto, questo richiede pazienza e amore per la forma, sviluppa perseveranza, concentrazione e senso di equilibrio.
Questa seconda forma, il cubo, è ora appoggiato sulla terra, mentre le sfera galleggiava liberamente e rotolava sulla terra: la differenza tra il rotondo e il diritto. Negli incontri successivi si eseguono le ulteriori metamorfosi, applicando pressioni sugli angoli e sugli spigoli faremo nascere nuove superfici che riveleranno altre forme geometriche. Tutte queste forme possono essere trovate nel mondo minerale dove le forme regolari sono chiamate solidi platonici”.

LAVORO IN REPARTO
Lavoro nel 6° reparto come della Casa di reclusione di Bollate Milano dal 2005. Questa esperienza artistica ha attraversato nel corso di questi anni 4 gruppi di detenuti. L’età  dei partecipanti varia dai 20 ai 70 anni, pochi di loro hanno avuto precedenti esperienze artistiche. La maggior parte di loro ricorda la scuola come ultimo momento nel quale ha disegnato o praticato attività  manuali. Inizio proponendo il disegno a carboncino, grafite e matite colorate, poi introduco alla pittura con acquarello su carta bagnata disegno con pastelli e pi๠avanti propongo il modellaggio con l’argilla.
Suddivido i partecipanti in tre gruppi di lavoro, ogni incontro settimanale ha la durata di 2/3 ore per ciascun gruppo. Oltre al lavoro artistico individuale propongo esercizi a quattro mani, lavori di gruppo per realizzare grandi opere su cartone o interventi di pittura sui muri interni ed esterni del reparto. Dipingere insieme ad un compagno presuppone il rispetto per l’altro e la consapevolezza di sè. Non si deve prevaricare l’altro e non bisogna lasciarsi invadere. E’ un dialogo pittorico, si comunica e con il colore. Mi è capitato di iniziare con un lavoro di gruppo per favorire la relazione la socialità  all’interno del reparto, altre volte ho atteso qualche mese.
Nel corso degli anni, i diversi gruppi di ospiti hanno lavorato cercando e scoprendo le sfumature, la relazione tra luce e tenebra, hanno sperimentato le differenze tra i colori primari e la nascita dei colori secondari. Hanno realizzato vari disegni e dipinti seguendo temi proposti e ispirazioni personali Il lavoro con la creta è quello che sempre dura pi๠a lungo, servono pi๠incontri per terminare un lavoro; modellare la creta aiuta a consolidare la relazione con la terra, nel senso di stare “con i piedi per terra”.
Hanno realizzato anche grandi dipinti lavorando in gruppo, ognuno usa un solo colore e può intervenire sul colore e sul disegno di un altro, trasformandolo, cambiandolo, ma sempre con rispetto. È interessante e divertente lavorare in gruppo, molto è lasciato all’improvvisazione, ma quando si trova la sintonia nel gruppo i risultati sono molto soddisfacenti. Non tutti sono in grado di lavorare in armonia con gli altri, per alcuni c’è bisogno di tempo per imparare ad accettare, rispettare e condividere le diverse abilità , dipingendo in gruppo. Il lavoro di gruppo può arricchire molto, ma a volte scatena aggressività , gelosie, fastidi. C’è chi comincia ma poi lascia innervosito, sono diverse persone che devono lavorare insieme, ci sono tempi da rispettare, e non tutti stanno dentro a queste regole.
Chi tende a primeggiare si sente frustrato, chi è timido non riesce ad entrare nel gioco, è una danza tra pennelli.



Arte è ricerca della spiritualità  e dell’interiorità 

DONATELLA ZACCARIA

Diplomata al Liceo artistico e Accademia di Belle Arti Brera- Milano Terapeuta diplomata in Arteterapia e Arte nel Sociale presso la Scuola di ArteTerapia ad indirizzo Antroposofico CINABRO- Milano

Ha collaborato con:
Carcere Circondariale San Vittore - Milano
sezioni C.O.C. e La Nave con detenuti tossicodipendenti
N.O.A. A.S.L. Milano 3 Seregno pazienti alcoolisti.
Casa di reclusione di Milano-Bollate reparto Sex offender
Associazione Gaetano Negri-Milano Laboratori artistici per persone disabili
Centro diurno La Piazzetta Milano
Centro Clinico Casa di reclusione Opera-Milano