Lo spazio Rolla.info: il nuovo collezionismo tra arte e fotografia
di Ilaria Caldirola
Una scuola d'infanzia del Canton Ticino si trasforma in Rolla.info, lo spazio espositivo dedicato all'arte della Fondazione Rolla. La mostra inaugurale, il 12 giugno, è «Cacciatore di magia», di Josef Sudek.

La storia di Rolla.info
Un luogo espositivo particolare e un’origine altrettanto singolare caratterizzano Rolla.info, ricavato dai locali e dalle aule dismesse dell’ex scuola d’infanzia di Bruzella, piccolo comune del Canton Ticino. Dal 2008 questo edificio ha trovato una nuova destinazione d’uso quale sede di mostre fotografiche promosse e sostenute dalla Fondazione creata da Philip e Rosella Rolla, appassionati collezionisti d’arte contemporanea che da San Francisco si sono trasferiti in Svizzera e hanno deciso di condividere con il pubblico pi๠vasto la propria passione per la fotografia del XXI secolo.

All’interno di questo spazio atipico ma suggestivo (come, d’altronde, è anche quello ricavato dall’ex chiesa di Santa Caterina a Como, che i Rolla hanno ristrutturato e destinato a sede dell’associazione culturale Borgovico 33), un ampio programma di eventi e mostre presenterà  gli autori di questa collezione e le loro opere, cercando di rivelare le motivazioni che hanno portato alla loro scelta e alla loro collocazione nello spazio espositivo.

La mostra di Josef Sudek
La prima di queste mostre è dedicata al «Cacciatore di magia» Josef Sudek (fotografo cecoslovacco, 1896-1976), un personaggio enigmatico e affascinante tanto per la sua biografia quanto per la sua arte fotografica: giovane rilegatore di libri, mandato sul fronte italiano con l’esercito austro-ungarico nel 1915 perde il braccio destro a causa di una ferita infetta. La fotografia, a cui si era accostato lavorando come apprendista nello studio di una lontana parente poco prima della guerra, diventa da quel momento la sua unica professione.

Nella sua lunga carriera non lascia alcun tema inesplorato: le nature morte, l’accumulo di oggetti nel suo studio (la serie dei “Labirinti”), la fotografia pubblicitaria; gli alberi, simili a giganti addormentati, che popolano le foreste della Boemia e della Moravia, scorci suggestivi della città  di Praga e sorprendenti vedute panoramiche (realizzate con una vecchia Kodak ormai fuori produzione, che Sudek si trascina da un angolo all’altro della città  riuscendo a trarne risultati di altissima creatività , nonostante la presenza di due soli tempi: veloce e lento). Di Praga, in particolare, il fotografo lascia uno straordinario reportage, paragonabile solo al lavoro che Atget fa per Parigi: sa attendere per ore, a volte anche per giorni, che si verifichino il momento e le condizioni desiderate per compiere un singolo scatto.

Nelle sue immagini, Sudek è alla ricerca del lato misterioso e magico degli oggetti e dei luoghi che ritrae, qualità  che viene rivelata dalla presenza di una luce “concreta” (mediata dalle foglie degli alberi, materializzata dalla polvere e dal vapore o riflessa sulla superficie di un oggetto) e dal ricorso alla tecnica della stampa per contatto che, pur a scapito della nitidezza dell’immagine, permette all’artista di cogliere le pi๠lievi variazioni tonali sui grigi e sulle ombre pi๠scure. Ed è nelle nature morte e nei luoghi deserti (paradossalmente, persino le strade della Città  d’Oro, nelle sue immagini, risultano sistematicamente prive della presenza umana) che il fotografo conduce le prove migliori della sua ricerca, rivelando il desiderio di “raccontare storie sulla vita degli oggetti inanimati, svelare qualcosa di misterioso: la settima faccia del dado”¦”.


Josef Sudek. Cacciatore di magia
Opening sabato 12 giugno 2010 dalle 11.00 alle 17.00
domenica 13 giugno aperto dalle 11.00 alle 17.00
Dal 14 giugno al 27 novembre 2010 l’ingresso è libero su appuntamento,
da martedì a venerdì dalle ore 14.00 alle 18.00 e sabato dalle ore 10.00 alle 12.00