Arte, il problema dell'opera «Isole mai trovate» a Genova
di Ester Gentilini
Il «viaggio al termine della pittura», secondo la definizione di Renato Barilli, è quello della scelta di «altri strumenti, pi๠penetranti, e pi๠consoni» all'espressione artistica contemporanea e si riferisce al triangolo di Kosuth «ovvero alla realtà  oggi ci si può riferire prendendo le cose stesse, o fotografandole, o infine nominandole col ricorso alle parole».

Il concettuale a cui si riferiscono queste riflessioni pervade ormai tutta l'arte perché dal «triangolo» sopra descritto è difficile uscire: «il ricorso alle parole» è imprescindibile non solo come esegesi dell'opera ma soprattutto come verifica dell'intenzionalità  dell\'artista e della sua collocazione effettiva all'interno delle modalità  di apprensione del mondo.

Due di questi lati del triangolo li ritroviamo nella mostra «Isole mai trovate» in questi giorni a Palazzo ducale a Genova, mostra che poi proseguirà  il 26 giugno in Grecia a Tessalonica, al museo di Arte Contemporanea e successivamente in Francia a Saint-Etienne dal 17 dicembre.

Lòrand Hegyi, il curatore, parte da uno scritto di Hannah Arendt sull'opera come reificazione della verità  piuttosto che come rappresentazione.

In questo momento in cui prolificano le mostre di pura logistica questa merita attenzione perché costituisce un approfondimento progressivo su come si pongono gli artisti di fronte al problema dell'arte e della sua necessità  come ricerca di natura estetica.
«La funzione dell'opera d'arte, altrimenti - praticamente e concretamente - inutile, sta nel fatto che in essa la permanenza del mondo appare in forma assolutamente chiara, così suggestiva e luminosa da aprire altre prospettive della percezione del mondo, altri modi di vedere la realtà ».
«Ciò significa che l'opera d'arte offre una possibilità , unica e specifica, di avere una percezione immediata e sensibile di un aspetto dell'esistenza». Non possiamo che condividere queste parole del curatore.

Dunque l'opera che diventa mondo e non pi๠la sua rappresentazione. E qualche volta il triangolo di Kosuth diventa la prova del nove della difficoltà  di mostrarla, esibirla in una mostra anche quando questa si svolge in un luogo così maestoso e generoso come il Palazzo Ducale di Genova proprio nelle stanze pi๠ampie, quelle dell'appartamento del Doge, utilizzando anche la cappella (opera d'arte all'interno dell'opera d'arte costituita dal palazzo).

Ebbene: anche qui ci sono problemi di rappresentazione dell'opera contemporanea che soffre le modalità  solite di organizzazione delle mostre d'arte.
Le opere, infatti, sono uscite oramai da tempo dal quadro o dal blocco di marmo, e si avvicinano sempre di pi๠al reale che concorrono a costituire e non pi๠soltanto a rappresentare.
«Cara signora, i ventilatori li abbiamo accesi solo all'inaugurazione e già  allora ... sabbia da tutte le parti! Non è proprio possibile tenerli sempre accesi». Questo dialogo, tra una visitatrice e una custode, riguardava l'opera - ahimé ferma e muta - di Alice Aycock, che con i ventilatori spenti sembra un leone in gabbia.
E il pensiero va alla stessa opera installata ad Art Dubai dove si trovava certamente a suo agio vicina alla sabbia del deserto.

Allora andiamo a vedere se, a Palazzo Ducale la fotografia - e cioè il mondo senza metafora - si trova meglio. Ci imbattiamo nel video di Kimsooja sui migranti e la risposta è positiva: la fotografia, la presa diretta del mondo, il semplice sguardo dell'artista non si trovano intralciate dal luogo. Mentre anche Richard Long soffre lo spazio angusto e con lui Pistoletto il cui «Labirinto e grande pozzo» è presentato in versione ridotta.

Marina Abramovich, invece, riesce con il suo video «Stromboli» a dispiegare tutto l'effetto dell\'opera d\'arte alla quale l'immobilità  dell'artista-oggetto in balia delle onde rende ottimamente l'identità  opera-mondo, uno dei lati, come dicevamo, del triangolo di Kosuth.


Isole mai trovate
Palazzo Ducale, Appartamento del Doge
Piazza Matteotti 9 - Genova
dal 13.03.2010 al 13.06.2010
da martedì a domenica 9-19 | lunedì chiuso