Si dice spesso che l’arte sia affetta da strabismo. Vive  periodi nei quali il suo sguardo è rivolto al passato ed in altri  al futuro. I nostri giorni sono, evidentemente non senza motivo, caratterizzati da molte ricerche solo ed esclusivamente  rivolte al presente, addirittura all’attimo. Quella di Marina Abramovic è tra queste. Le sue sono “performance” vissute, è proprio il caso di dire, in prima persona, alla cattura dell’istante nella scoperta della sua identità e, con essa, dell’essenza dell’arte. Il suo corpo è il riferimento interno ed

La fotografia italiana riparte dall'IFF-Independent Foto Festival

Giulia Pacchioli


Un'immagine della mostra «Trasmigrazioni», di Alfredo Bini
«È il primo luogo d'incontro della fotografia indipendente italiana». Luca Nizzoli Toetti, il curatore, racconta così il numero zero dell'IFF - Independent Foto Festival che si svolgerà a Ivrea dal 15 al 17 ottobre 2010 e al quale artestetica.org darà ampio spazio nelle prossime settimane, condividendone spirito e intenzioni. 

«Abbiamo ritagliato tre giorni all'interno dell'Ivrea Foto Festival, il mese di ottobre che la città di Ivrea dedica alla fotografia in senso lato – ha spiegato Nizzoli –  per fare il punto su alcune questioni ancora aperte e ormai ineludibili per chiunque prenda in mano una macchina fotografica: cosa fotografiamo, come fotografiamo e, soprattutto, perché fotografiamo?».

La scelta è netta e il taglio è quello dell'attualità raccontata e documentata: offrire uno sguardo sul mondo attraverso gli scatti e le storie dei fotografi che hanno scelto da sempre di lavorare sul campo, raccontando quel che c'è così come accade.

«La parola d'ordine della tre giorni di Ivrea – ha sottolineato Nizzoli – è interazione: oltre alle mostre e alle proiezioni ci saranno conferenze, incontri con gli autori e letture portfolio. E al centro di tutto ci sono le persone. «Non vogliamo il pubblico, vogliamo persone che osservano, pensano e parlano. Le mostre raccontate dagli autori, per esempio, è stata una scelta condivisa che riassume perfettamente il senso del festival: un confronto continuo attraverso le immagini».


Le mostre dell'IFF- Independent Foto Festival

I bambini sono in tutto il mondo
di Silvia Morara - Alessandro Tosatto
dal 5 al 17 Ottobre - Sala Santa Marta - Ivrea
Bambini, Afriche, infanzie rubate e piccoli venduti come schiavi per due ciotole di riso al giorno, sogni non infranti nemmeno da guerre e povertà e voglia e bisogno di giocare, speranza di una vita migliore rispetto ai propri genitori grazie all'istruzione, alla possibilità di studiare e di riscattare se stessi e i propri Paesi da un destino deciso da altri. Le immagini sono state scattate in Benin, Uganda, Sud Sudan, Burkina Faso, Senegal.

Violence in Honduras
di Nanni Fontana
dal 15 al 31 Ottobre - Sinagoga - Ivrea
Violence in Honduras In Honduras il crimine è endemico, il tasso di omicidi pro capite nel 2008 è stato di 59,7 ogni 100.000 abitanti, il secondo peggiore nel mondo. Più di dodici morti violente al giorno. Il 65% degli omicidi per mano di sicari, per lo più membri delle gang arruolati dai cartelli messicani e colombiani del narco traffico. Il paese ha una popolazione molto giovane: il 50% degli honduregni ha meno di 19 anni, più del 30% delle vittime aveva meno di 24 anni. La diffusa povertà, l'elevato tasso di disoccupazione e le prospettive offerte dal traffico della droga hanno contribuito all'ondata virulenta di crimini commessi per lo pi ù da gang giovanili conosciute col nome di “maras”. In Honduras, dove la discriminazione sociale è molto forte, c'è un crescente senso di incertezza dovuto alla cronica situazione di povertà e all'elevato livello di corruzione dei membri delle forze dell'ordine e della classe politica. L'aumento del numero di persone che vive in estrema povertà porta inevitabilmente a un numero sempre maggiore di ragazzi che vivono in strada e che, molto probabilmente, diventeranno membri di una gang.

Ero straniero
di Fabrizio Giraldi
dal 15 al 31 Ottobre - Piazza Ottinetti - Ivrea
«Negli anni Novanta fino all'entrata della Slovenia nella UE nel 2004 il confine orientale italiano è stato attraversato da centinaia di stranieri minorenni extracomunitari di differenti nazionalità. I ragazzi fermati venivano accolti e tutelati da strutture che i Comuni e le Province del Friuli Venezia Giulia mettevano a disposizione. Questi centri d'accoglienza avevano l'obiettivo di regolarizzare la loro permanenza in Italia fornendo nell'attesa dei documenti vitto e alloggio, cure mediche, scuola e formazione professionale. Nel 2000 ho lavorato come educatore all'interno del Villaggio del Fanciullo di Trieste, centro di accoglienza a 2 km dal confine italo-sloveno.
Il lavoro fotografico che presento raffronta per mezzo di una lettura a dittico uno scatto rubato durante quell'anno, in bianco e nero, con immagini realizzate oggi a colori a dieci anni di distanza. Ho ritrovato e rincontrato quei ragazzi sul posto di lavoro, nelle loro case o nelle città in cui si sono trasferiti e gli ho ritratti nel loro contesto».

Concrete Pause
di Francesco Cianciottta
dal 15 al 31 Ottobre - Chiesa San Gaudenzio - Ivrea
In Concrete Pause, secondo capitolo di una trilogia “always in progress”, le visioni delle città sono rubate ai piccoli spostamenti in taxi, ai percorsi quotidiani hotel-ufficio, alle pause che spezzano il ritmo di riunioni fiume. Emergono paesaggi urbani tanto misteriosi quanto decifrabili nei suoi elementi: le città si estendono in ortogonie precise e stranianti, grattacieli appaiono inattesi incorniciati dalle foglie di un giardino decontestualizzandoli e proponendo nuovi sensi, edifici vengono recuperati alla memoria da scatti eseguiti nervosamente dal retro di un taxi, quasi a placare la frustrazione causata da uno spostamento intercontinentale del quale non rimarrebbe che il ricordo delle meeting room.

Trasmigrazioni
di Alfredo Bini
dal 15 al 31 Ottobre - Sinagoga - Ivrea
Sono circa diecimila al mese i migranti che attraversano il Ténéré diretti in Libia con la speranza in futuro di raggiungere l’Europa. Provengono dall’Africa occidentale e raggiungono i margini del deserto spesso con mezzi di fortuna. Durante il viaggio alcuni si fermano nei villaggi per lavorare e guadagnare il necessario per proseguire verso Dirkou, l’oasi Nigerina da dove partiranno per la Libia. Molti riusciranno ad andarsene ma quelli rimasti senza denaro resteranno “stranded” intrappolati per molto tempo. Le statistiche dicono che il 12% dei migranti morirà, ma si suppone che siano molti di più.


mercoledì 06 ottobre 2010 ore 14:39
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